D’Agostino, la panchina è a rischio

Capogna ha sempre il vizio del gol

Storie di ex blucelesti. L’allenatore all’ultimo posto con la Vibonese. Una perla dell’attaccante della Pro Sesto contro la Juve.

D’Agostino, la panchina è a rischio Capogna ha sempre il vizio del gol
Mister Gaetano D’Agostino, predecessore di Mauro Zironelli al Lecco

Stati d’animo contrastanti per ex blucelesti (della scorsa stagione), che hanno cambiato aria. A (serio) rischio-esonero l’ex allenatore del Lecco (dal dicembre 2019 al maggio 2021), Gaetano D’Agostino, ora allenatore della Vibonese nel girone C di serie C. Fatale potrebbe rivelarsi per lui l’ennesima sconfitta casalinga (1-3) contro il Palermo che, al momento, costa l’ultimo posto in classifica (a 8 punti; in compagnia del Latina) alla squadra calabrese, nonostante gli sforzo estivi fatti per allestire una buona squadra (sulla carta).

Il patron Caffo in questi giorni sta valutando il da farsi, ma sembra che - qualora nella trasferta di Catania, la Vibonese non dovesse far punti - l’esonero sarebbe quasi certo. Per ora il rinvio della sfida, voluto dalla LegaPro per i problemi creati dall’alluvione, sembrano aver messo in stand-by ogni decisione.

Per un D’Agostino che si preoccupa, un Riccardo Capogna che rivive (in parte) le gioie personali dell’inizio della scorsa stagione, quando con il Lecco si issò ai vertici della classifica marcatori. Quest’anno alla Pro Sesto, ha siglato 3 reti in 6 gare. L’ultima perla al “Moccagatta” di Alessandria contro la Juventus U.23: tiro a giro da oltre 25 metri e portiere bianconero superato con pallonetto “millimetrico”, così spiegato: «Io ci provo sempre, nel calcio moderno i portieri giocano molto alti quindi può capitare come domenica scorsa che c’è un rinvio corto e io da fermo o calciato. Si può dire oltre ad istinto anche un minimo di lucida follia».

Poi l’ex capitano è tornato sul bluceleste: «Lecco è praticamente casa mia, avrei voluto finire lì la carriera. Purtroppo però il ciclo era finito, non andavo d’accordo con il presidente e il direttore, cose che nel calcio possono accadere quindi ho lasciato il club. La Pro Sesto mi ha fortissimamente voluto, il direttore mi chiamava praticamente ogni sera, in definitiva mi sono sentito la fiducia del club, quello che ogni società vorrebbe. Qui c’è una bella realtà, so quali sono gli obbiettivi e il tipo di campionato. Farò di tutto per fare in modo che la Pro Sesto porti a casa l’obbiettivo stagionale».

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