Anghileri, una saga nel deserto  Eufrasio sulle orme di papà Toni
Il lecchese Eufrasio Anghileri impegnato nel Rally del Marocco

Anghileri, una saga nel deserto

Eufrasio sulle orme di papà Toni

Il giovane lecchese sta affrontando il Rally del Marocco. Il suo babbo era stato protagonista a quello dei Faraoni e alla “Dakar”.

La passione spesso, anzi quasi sempre, si trasmette di padre in figlio e anche nel mondo dei motori - o meglio dei Raid africani -, la passione ha avuto un ruolo importante per una famiglia lecchese molto conosciuta.

In questi giorni, infatti, il giovane pilota di Motorally che vive a Lecco, Eufrasio Anghileri sta gareggiando con buoni risultati il Rally del Marocco in sella alla Honda 450.

Ma prima di lui in famiglia c’è stato un altro Anghileri, Antonio che di Eufrasio è il padre, che nel 1989 aveva corso con buoni risultati il Rally dei Faraoni, gara che in gran parte rispecchia diversi tratti del deserto marocchino.

E così tra padre e figlio ecco che questa passione ha avuto un ruolo importante anche perché l’anno seguente - 1989 - , esattamente 32 anni fa Antonio Anghileri in sella alla Gilera 600 Rc decise di prender parte alla massacrante Parig-Dakar con la partenza dalla capitale francese per arrivare in quella del Senegal dopo aver percorso circa 3.800 chilometri.

E questa partecipazione di Eufrasio al Rally del Marocco è una sorta di pass per arrivare a essere in lizza a una delle prossime edizioni proprio della “Dakar”.

Siamo tutti d’accordo, i tempi sono cambiati, le moto oggi sono decisamente più performanti e per navigare tra le dune di sabbia ora si usa li g.p.s. che indica la direzione da prendere per evitare di perdersi nel “mare” del deserto. Ma allora, negli anni Ottanta, quando Antonio (Toni per gli amici) gareggiava, come riferimento del percorso aveva solo un road book che i piloti stessi preparavano la sera prima della tappa del giorno seguente, una volta giunti al bivacco e ancora prima di andare mettere a punto la moto e a coricarsi.

Ma il destino è il destino e sembra proprio che Eufrasio Anghileri abbia proprio l’intenzione di provare l’ebbrezza di un grande raid anche se quello in corso è considerato uno dei più impegnativi e per questo dà il passaporto per una possibile pre-iscrizione alla Dakar.

Di Eufrasio ne parla bene il pilota del Fast Team e vincitore della Africa Eco Race, Simone Agazzi che sta seguendo il lecchese nel Raid marocchino. «Eufrasio è un ragazzo giovane - spiega -, ha davvero tanta buona volontà e poi è un grande appassionato di moto da fuoristrada avendo infatti partecipato a diverse edizione del campionato italiano Motorally. Ma ora la prova del nove arriva in questo appuntamento, un vero e proprio raid con oltre 2.600 chilometri da percorrere in più tappe, dove deve sapersi gestire tutto da solo alla ricerca della pista giusta».

Tra le curiosità legate alla famiglia Anghileri e alla passione per i grandi raid su sabbia, c’è da aggiungere che anche lo zio - fratello della mamma di Eufrasio -, Lorenzo Lorenzelli ha preso il via e portato a termine la “Dakar”. E dunque l’adagio che recita “il frutto non cade mai lontano dalla pianta” in questo caso ha davvero un fondo di verità.


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