Valsassina, Caccia al cinghiale   la beffa del mese in più
Durante la pandemia è diminuito il numero dei capi abbattuti a livello regionale

Valsassina, Caccia al cinghiale

la beffa del mese in più

L’assessore regionale propone di prolungare la stagione anche a febbraio, ma siamo in zona arancione

Combi: «Non possiamo spostarci dal Comune e nemmeno girare in squadra» In serata la firma della deroga alle limitazioni

«Diamo la possibilità ai cacciatori di potere abbattere i cinghiali anche per tutto il mese di febbraio».

Così l’assessore regionale, Fabio Rolfi, è tornato su un tema caldo, quello della caccia ai cinghiali che continuano a imperversare tra lago e monti creando non pochi problemi sia all’agricoltura che ai privati cittadini. I cacciatori rispondono indignati perché si sentono quasi presi in giro dall’assessore: insomma oltre al danno di non potersi muovere dai propri confini per le restrizioni dettare dalla pandemia, la beffa di prolungare il tempo della caccia.

La reazione

Rende l’idea del malumore che serpeggia tra le doppiette il presidente del Comprensorio Prealpi, Roberto Combi: «L’assessore sarà stato in buona fede credendo di farci un favore, invece ci complica le cose. Abbiamo chiesto che disponga deroghe alla normativa anti Covid che non ci consente di andare a caccia. Siamo in zona arancione , non possiamo uscire dal nostro Comune di residenza e se vogliamo cacciare i cinghiali in squadra, come si dice “in girata”, come impone la legge dobbiamo essere almeno in sette soggetti. Abbiamo squadre composte da cacciatori che abitano in svariati paesi. Ergo: non possono muoversi dal loro Comune e la squadra non ha più i numeri per potere operare». E in serata la deroga è arrivata: le doppiette possono uscire dal comune per cacciare.

Tutti i particolari su La Provincia di Lecco in edicola mercoledì 27 gennaio


© RIPRODUZIONE RISERVATA