Il Varrone fa paura  evacuate 120 persone
Il Varrone nel tardo pomeriggio di ieri

Il Varrone fa paura

evacuate 120 persone

Nella serata di ieri allontanati per ragioni di sicurezza i villeggianti del campeggio Turisport sul lungolago degli Ulivi, sono potuti rientrare attorno alla mezzanotte

Il Varrone è tornato a far paura ai derviesi. L’incubo vissuto due anni fa, il 12 giugno 2019, con la tracimazione della diga di Pagnona e l’esondazione del torrente per le vie del paese, nella serata di ieri è tornato a farsi concreto, dopo una giornata di pioggia battente sull’Alto lago e ha portato all’evacuazione di 120 persone dal campeggio sul lungolago. Le persone hanno potuto rientrare nei camper e roulotte attorno alla mezzanotte, quando l’allarme è rientrato.

Alle 19.45 di ieri il Comune di Dervio avev diramato una comunicazione in cui è stato chiesto ai cittadini di prestare la massima attenzione: «La diga di Pagnona – recitava la nota diffusa - ha raggiunto i 50 metri cubi al secondo di deflusso, per cui siamo in allerta e rischio esondazione. Si consiglia di spostare le auto dai box. Non uscire se non strettamente necessario».

Negli stessi minuti è stato evacuato il campeggio Turisport presente sul lungolago degli Ulivi con 120 persone ospitate.

Nel momento in cui il giornale è andato in stampa, la situazione era ancora di grave allerta, come spiegava il sindaco Stefano Cassinelli: «Alla diga siamo oltre il 50 metri cubi al secondo di deflusso. Abbiamo messo in atto tutte le misure precauzionali con l’evacuazione del campeggio e la protezione civile è operativa e dislocata per il paese. Se la situazione rimarrà stabile, non ci saranno pericoli. Se si dovesse arrivare a un deflusso di 65 metri al secondo scatta un successivo livello di allerta. A monte, ci sarebbero stati dei crolli di parte dell’argine che saranno però verificati valutati in un secondo momento, ma che in questa fase non rappresentano un problema di sicurezza».

Nella serata di ieri, infatti, il livello del Varrone era particolarmente alto e le acque, di colore marrone, stavano trasportando a valle diversi sedimenti e detriti.

Protezione Civile, Vigili del Fuoco, polizia locale e l’amministrazione comunale derviese hanno messo in atto il piano di sicurezza definito lo scorso mese di ottobre.

Fra i punti applicati, così come accaduto in via preventiva lo scorso 27 luglio, la chiusura di via Greppi all’altezza del ponte della ferrovia, con il posizionamento di un camion con il ragno, pronto a entrare in azione per rimuovere eventuali tronchi portati dalla corrente prima che si possa nuovamente creare una diga di legname come nel 2019.

La situazione ieri sera veniva monitorata costantemente, pronti a innalzare il livello di allerta se il flusso in uscita dalla diga fosse cresciuto ancor più.

Altra situazione che ieri sera era monitorata era quella della provinciale 72, sia fra Dorio e Dervio e sia fra Dervio Bellano, nel tratto con le gallerie, con tratti di strada parzialmente allegati e piccoli detriti caduti dalla riva della montagna.


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