«Il cartello volava
Ho sterzato di colpo
e ci siamo salvati»

La testimonianza: Luca Brambilla, imprenditore edile racconta la brutta avventura di venerdì pomeriggio «Ho agito d’istinto e grazie alla fortuna ce l’ho fatta»

«Il cartello volava Ho sterzato di colpo e ci siamo salvati»
La Skoda Fabia dell’automobilista subito dopo l’impatto, alle 16,30 di venerdì

«Appena uscito dalla galleria ho visto un’ombra venirmi addosso, ho avuto l’istinto di sterzare verso sinistra e forse questo ci ha salvato la vita». Luca Brambilla, 45 anni di Lissone, titolare dell’impresa edile Alba Costruzioni, è l’automobilista che nel tardo pomeriggio di venerdì

nerdì ha visto la sua auto essere colpita dal cartello stradale divelto dal vento sulla superstrada 36. Un cartello, già danneggiato, che spezzandosi è volato dalla carreggiata sud a quella nord, colpendo la Skoda Fabia station wagon su cui Brambilla viaggiava insieme ad altre due persone, per poi rimanere in traiettoria occupando l’intera corsia di marcia.

Lo spavento

Se per la viabilità del territorio ne sono seguite sette ore di totale delirio, a causa della chiusura nei due sensi della galleria Monte Barro e del ponte Kennedy, per l’imprenditore edile è stata una brutta avventura che per fortuna e per istinto non si è trasformata in una tragedia. «Erano le 16.30 - racconta Brambilla – quando stavo viaggiando in carreggiata nord lungo la Statale 36. Procedevo a circa 70 chilometri all’ora, sulla corsia di marcia. Il traffico era regolare, non era particolarmente intenso. Appena uscito dalla galleria del Monte Barro, ho visto un’ombra che mi veniva addosso. Ho potuto soltanto sterzare a sinistra».

Un cartello stradale dalle dimensioni di 2,30 metri per 1,20 metri, ancora attaccato alle piantane in ferro zincato, ha colpito la Skoda Fabia. Grazie alla sterzata dall’imprenditore monzese, non ha colpito l’auto sulla parte centrale del cofano, rischiando poi di finire sul parabrezza, ma è invece andato a impattare sul lato destro colpendo il fanale, incassando il cofano e causando una rotazione della vettura. Il segnale si è poi ribaltato in direzione del tettuccio della station wagon andando a urtare e danneggiare il montante destro sopra i finestrini laterali. Fortunatamente dietro alla Skoda non arrivava nessuna altra vettura e così il cartello si è fermato in mezzo alla corsia di marcia.

«Mi sono fermato - prosegue Brambilla - e ho subito chiamato il 112. Dopo 10 minuti siamo stati raggiunti dai Vigili del Fuoco e da una pattuglia della Polizia Stradale di Bellano che hanno chiuso la strada e ci hanno dato assistenza. Voglio ringraziare in particolare l’agente Pontiggia per l’umanità, la professionalità e la grande vicinanza dimostrata».

Quaranta minuti

Dopo 40 minuti sono arrivati anche gli uomini di Anas: «Uno di loro ha commentato l’accaduto dicendo che sono cose che capitano. Hanno fatto dei rilievi e poi hanno spostato il cartello al di là dei new jersey che separano le due carreggiate per caricarlo su un camioncino. Sono dovuti intervenire in sei per rimuoverlo, questo fa capire quanto pesasse. Il vento c’era, ma non era certo la Bora».

Poco dopo le 19 la Skoda è ripartita. Il giorno seguente i tre si sono recati in ospedale: «Abbiamo subito un forte contraccolpo e nelle ore seguenti all’incidente nausea, vomito e giramento di testa. Io ho accusato problemi alla cervicale, alla schiena e una sub lussazione alla colonna vertebrale. Non ho più sentito nessuno di Anas, mentre la Polstrada mi chiamato per informarsi su come stavo».

Il giudizio su quanto accaduto, è netto: «Anas chiede continuamente finanziamenti ma la sicurezza per gli utenti non esiste. I danni alla vettura sono stati ingenti e noi stiamo ancora assumendo antidolorifici a distanza di quattro giorni. Posso dire che è assurdo che nel 2022 succedano ancora queste cose. Mi chiedo cosa sarebbe successo se il cartellone avesse colpito una motocicletta oppure anche solo un’auto più piccola».

Stefano Scaccabarozzi

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