«Tre candeline per la mia nuova vita»  E diventa testimonial per la ricerca
Carlotta Sandrinelli così ha festeggiato “ la sua nuova vita”

«Tre candeline per la mia nuova vita»

E diventa testimonial per la ricerca

BarzanòCarlotta tre anni fa è stata salvata dal trapianto di midollo donato dal fratello

Ora ha lanciato un appello: vuole raccogliere fondi per contribuire a una borsa di studio

«Tre candeline per festeggiare la mia nuova vita. Tre candeline piene di luce per ricordare che i miracoli accadono». Così scrive Carlotta Sandrinelli, 17 anni, nata per la seconda volta il 22 marzo 2016. Quel giorno, i medici dell’ospedale San Gerardo di Monza le hanno salvato la vita grazie a un trapianto di midollo donato dal fratello minore Giorgio.

Senza quell’operazione, la vita di Camilla, che alla fine del 2015 aveva scoperto di essere affetta da aplasia del midollo spinale, forse, si sarebbe già spenta. Di certo non sarebbe stata bella e luminosa come oggi la descrive la mamma Marta che parla di lei come di un «raggio di luce».

«Il lavoro e le compentenze»

Rinata, dopo avere lottato e combattuto per mesi, Carlotta ha deciso di diventare testimonial di quel miracolo che le ha salvato la vita, in modo che anche altri possano farcela. È lei stessa a raccontarlo sulla pagina della Rete del dono, dove si trovano tanti progetti benefici, tra cui il suo, intitolato “Tre candeline luminose”.

«Se io sono qui, oggi, è grazie all’impegno, alla competenza e al gran lavoro del Comitato Maria Letizia Verga che ha reso possibile tutto questo. Perché oggi si guarisce ma la medicina e la ricerca costano». Da qui l’appello a tutti per raccogliere una cifra simbolica, 3 mila euro, che servirà per pagare parte di una delle due borse di studio per ricercatori di cui il Comitato ha estremo bisogno.

Già raccolti più di duemila euro

Avviato da una manciata di giorni, il progetto ha già raccolto più di 2 mila euro. «Dal momento che la raccolta proseguirà fino al 31 marzo - spiega mamma Marta - confidiamo di farcela. Tuttavia, se riusciremo ad andare oltre, tanto meglio. Per ciascuna borsa di studio servono 25 mila euro. I soldi per una li abbiamo già raccolti. Ora speriamo di fare la stessa cosa anche per la seconda».

Un impegno, quello della famiglia Sandrinelli, molto nota a Barzanò perché proprietaria della libreria Perego, che si è già tradotto in qualcosa di concreto.

«Durante la degenza in ospedale - continua mamma Marta - abbiamo conosciuto la famiglia monzese di Angelica Genghini, malata di leucemia. Le nostre due famiglie hanno fatto lo stesso percorso, che si è concluso bene per entrambe. Alla fine, quando tra Carlotta e Angelica si è creato un legame molto profondo, abbiamo voluto fare qualcosa insieme. Abbiamo così fondato l’associazione Sorelle di reparto per raccogliere fondi in favore del Comitato Maria Letizia Verga.

«Oggi - prosegue mamma Marta - la ricerca è la grande speranza. L’80% dei bambini che si ammalano di leucemia riescono a guarire. Fondamentale è però riuscire a fare qualcosa anche per il restante 20 %. In quarant’anni di attività, il comitato ha fatto davvero tanto e rappresenta un’eccellenza tutta italiana alla quale anche noi vogliamo dare il nostro contributo, dal momento che è un unicum raggruppando un reparto di ematologia, trapianto e ricerca».

«Quando Carlotta si è ammalata - conclude mamma Marta - abbiamo voluto rendere pubblica la sua malattia perché in questo trovavamo forza e pensavamo potesse darla anche a chi era nella nostra stessa condizione. Questo progetto, pensato e organizzato tutto da Carlotta, porta vita e per questo vogliamo parlarne a tutti».


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