Lecco, lo psichiatra Andreoli
Il mito vacuo della bellezza

Fa il pieno al Palazzo del Commercio dove, nell'ambito della terza edizione di Leggermente, presenta il suo nuovo libro "L'uomo di superificie". La malattia del nostro tempo: una religione dell'esteriorità che allontana le persone da se stesse

LECCO - C'era il pubblico delle grandi occasioni domenica pomeriggio ad ascoltare lo psichiatra Vittorino Andreoli.
La sala del Palazzo del Commercio era strapiena a conferma che le proposte di questa terza edizione di Leggermente stanno incontrando un successo notevole. Andreoli  ha illustrato il suo saggio "L'uomo di superficie", edito da Rizzoli. All'interno della nostra civiltà si sta verificando una sorta di mutazione che porta al predominio dell'esteriorità. «Questa nuova dimensione umana - ha spiegato Andreoli - è rappresentata da colui che pensa e vive solo per il suo aspetto esteriore. Da qui deriva quella che è una delle malattie più pericolose dell'odierna umanità, cioè la "malattia della bellezza". Se uno ce l'ha teme di perderla, se uno non la possiede fa di tutto per inseguire i modelli estetici di moda: con un solo risultato, quello di perdere se stesso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA