Teatro, l’accusa di Chiappori   «Incredibile inerzia del Comune»
Il Teatro della Società, la principale sala cittadina, chiuso da quasi due anni e mezzo

Teatro, l’accusa di Chiappori

«Incredibile inerzia del Comune»

Lecco Il vignettista aveva lavorato con Orlando Sora alla decorazione della volta, dove ora si disperde amianto. «Si può intervenire senza distruggere il dipinto, ma non c’è più tempo da perdere»

Non c’è tempo da perdere, altrimenti davvero la distruzione del dipinto di Orlando Sora è cosa certa. Il grido d’aiuto per le sorti della volta del Teatro Sociale arriva direttamente da Alfredo Chiappori, che non solo fu direttore della Piccola Scala di piazza Garibaldi negli anni ‘70 (e incaricò e assistette quindi l’artista nell’opera di decorazione della volta), ma anche e soprattutto Cassandra inascoltata dieci anni fa. Nel momento in cui, cioè, il dipinto aveva iniziato a deteriorarsi e il tema dell’amianto presente nell’intonaco rifatto capolino tra le cronache cittadine. Era allora che l’Asl aveva tranquillizzato tutti, parlando di un intonaco e di un affresco (in realtà, fa notare da sempre Chiappori, è solo un acrilico) che erano garanzia stessa dell’integrità delle fibre di amianto.

Fibre pericolose

Oggi però la polverizzazione del materiale è stata acclarata dall’ultima diagnostica che si occupa del progetto esecutivo dei lavori già finanziati. Inutile dirlo, Chiappori non ha parole per descrivere un ritardo che potrebbe costare carissimo alla città. «Il silenzio e l’inerzia di tutti questi anni, da parte degli amministratori, sono davvero incredibili – sono le parole durissime che l’artista lecchese riserva alla vicenda - L’acrilico di Orlando Sora è rimasto abbandonato al suo destino di continuo e ineluttabile deterioramento, con la conseguente minaccia per la salute pubblica, dovuta alla polverizzazione e dispersione delle fibre di amianto. Nonostante i ripetuti allarmi e i reiterati appelli, nulla è stato fatto. Assolutamente nulla. Gli amministratori non hanno capito che ci si trova di fronte a una duplice emergenza: salvare un’opera d’arte, cioè un patrimonio pubblico, e contemporaneamente proteggere la salute dei cittadini».

Doppia emergenza

Una duplice emergenza, così la definisce Chiappori. Il Teatro è chiuso da due anni quindi, in tal senso, almeno uno dei due rischi è saldamente in agenda del Comune, come ribadisce l’assessore stesso, Corrado Valsecchi. Ma che anche l’opera d’arte potesse rischiare la rimozione proprio per la messa in sicurezza dell’intonaco, non era assolutamente prevedibile. Almeno fino ai giorni scorsi. «In termini operativi, non posso fornire indicazioni precise, perché non sono un tecnico – prosegue Alfredo Chiappori riguardo l’immediato futuro dell’opera e del contesto artistico del Teatro - Ma, alla luce delle esperienze di restauro, che si sono raffinate molto nel corso degli ultimi anni, posso dire che il problema può essere studiato a fondo e risolto positivamente, senza distruggere il “Teatro della Vita. Non c’è più tempo da perdere. Altrimenti la distruzione del dipinto è certa. Ed è sicuramente più grave della perdita della credibilità degli amministratori, che d’altronde è già avvenuta».


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