Casargo , l’allarme del Soccorso alpino  «Troppi morti in montagna, aiutateci»
Il Soccorso Alpino ha lavorato ininterrottamente anche per gli eventi di agosto

Casargo , l’allarme del Soccorso alpino

«Troppi morti in montagna, aiutateci»

Il capo della stazione Valsassina - Valvarrone Alessandro Spada ha fatto il punto Sulle strada delle provincia 14 deceduti, tra Balisio e Colico 9: «I peggiori? I cercatori di funghi»

Nel 2018 ci sono stati quattordici morti sulle strade della provincia di Lecco mentre in montagna, nell’area tra Balisio e Colico, le persone decedute sono state nove.

Un dato che invita a riflettere, sul quale il capo della stazione Valsassina-Valvarrone del Soccorso alpino Alessandro Spada si è soffermato nella serata informativa di Casargo, voluta dall’amministrazione comunale.

La tecnologia non basta

«Dobbiamo capire insieme quali sono i problemi per riuscire a fare meno interventi possibili. - ha detto Spada - Dovete darci una mano a portare una certa educazione sull’andare in montagna. La tecnologia ci sta aiutando molto, ma non basta».

Gli interventi eseguiti nello scorso anno sono stati 118, le persone soccorse 125, con 2.160 ore di intervento e 560 tecnici impegnati, con una media di quattro ore per intervento.Calcolando però che in molti casi sono eseguiti con l’elicottero, in tempi molto più brevi, significa che andando a piedi i volontari hanno dovuto impegnarsi almeno per sei, sette ore.

Il 33%, dato anch’esso che fa riflettere, sono risultate chiamate per persone illese (quindi sfinite o in difficoltà), il 52% erano feriti lievi, il 5% gravi, il 2% molto gravi e l’8% incidenti mortali. Le cause erano dovute all’escursionismo per il 43%, all’alpinismo per il 13%, allo sci per il 10%, all’arrampicata per il 4%, per cadute da bicicletta e per i cercatori di funghi per il 3% con un altro 5% di interventi residenziali.

«La peggior categoria – sono i cercatori di funghi e l’età media è molto avanzata», ha ricordato Spada.

Dovrebbero essere vestiti di rosso o con colori vivaci ed invece indossano colori dal verde al grigio, dovrebbero dire dove vanno ed invece cercano di non farlo per non far scoprire i loro posti e c’è addirittura qualcuno che posteggia l’auto da una parte e poi va in cerca dall’altra, per depistare. Consigli quindi per chi va in montagna, validi per tutte le situazioni, sono dire dove si va, partire con la batteria del cellulare carica oppure con una di scorta, scaricare l’App di Areu “Where are U”, utilissima come altre che danno la possibilità di essere geolocalizzati.

La geolocalizzazione serve

Per evitare ciò che è successo a Bindo martedì scorso, quando due cercatori di funghi che hanno chiamato soccorso non erano in grado di dire dove si trovavano con esattezza: in base alle indicazioni, i tecnici sono saliti infatti da Cortenova mentre i due erano invece più vicini alla strada agro silvo pastorale che arrivava da Crandola.

È stato perso del tempo, ininfluente questa volta, poiché i due erano illesi, ma che poteva fare la differenza in caso di una situazione grave.


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