La Albéa può traslocare
nell'ex Rdb di Lomagna

I politici e le amministrazioni locali dicono sì al progetto di Albéa all'interno del parco del Curone, nel sito della ex Rdb a Lomagna.

La Albéa può traslocare nell'ex Rdb di Lomagna
LECCO - I politici e le amministrazioni locali dicono sì al progetto di Albéa all'interno del parco, ma adesso è l'azienda a tentennare, almeno questa è l'impressione degli osservatori.

Il sindaco di Lomagna, Stefano Fumagalli, e il presidente del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, Eugenio Mascheroni, nel corso dell'incontro provinciale di ieri richiesto dall'assessore al territorio, Gianluca Bezzi, hanno spazzato via ogni dubbio sulla volontà del territorio, dei cittadini e delle amministrazioni di fare spazio all'industria Albéa nell'area ex Rdb, azienda che ha chiuso i battenti più di un anno fa e che si occupava di calcestruzzo.

Nel primo incontro l'assessore Bezzi aveva messo le due amministrazioni locali di fronte alla necessità di una decisione, sostenendo che, solo una chiara posizione politica di sostegno al progetto industriale (che prevede la creazione di un nuovi insediamento industriale dove ora c'è l'industria Rdb) avrebbe garantito la possibilità di modificare il pgt e dare il via libera alla realizzazione dell'opera.

«L'incontro è stato abbastanza positivo - spiega Bezzi - Nel senso che il sindaco di Lomagna e il presidente del parco hanno espresso la volontà di modificare il piano del parco per accogliere questo tipo di progettualità, che l'azienda aveva già rassicurato non essere invasivo e al contrario di avere una volumetria piuttosto contenuta» e un impatto ambientale limitato.
«Mentre l'altra volta i pareri apparivano invece contrapposti - ricorda Bezzi - stavolta le amministrazioni locali, dopo aver svolto verifiche opportune, hanno accettato il progetto», che avrebbe il pregio di salvare 250 posti di lavoro. Infatti Albéa Cosmetics, azienda che fa parte di una multinazionale francese e che si occupa della realizzazione di blister per il settore farmaceutico, da oltre un anno aveva in mente di riunire le due sedi produttive di Verderio Superiore e Imbersago in un unico luogo e dopo numerose ricerche e accordi finiti nel nulla, è riuscita a individuare l'ultima soluzione possibile nell'area di Lomagna.

L'azienda ha però posto un ultimatum, nel senso che, se non andrà in porto il nuovo progetto industriale di Lomagna, farà le valigie e se ne andrà in Polonia, dove il costo del lavoro è più basso e i tempi per ottenere le autorizzazioni molto più contenuti dei nostri.

Quindi, ora che comune e parco hanno detto sì le amministrazioni richiederanno un incontro urgente all'assessorato regionale con delega al territorio e ai funzionari competenti per chiedere una modifica del piano di governo del parco.

L'unica incognita è ora quella dell'azienda, che deve concludere l'accordo con l'imprenditore che si occuperà della realizzazione del nuovo edificio e soprattutto sta attendendo l'ultima parola della casa madre francese. Comubnque, a questo punto tutti auspicano che la vicenda possa arrivare alla conclusione positiva e in tempi brevi.

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