Lomagna, ex Rdb vietata
A rischio 300 posti di lavoro

L'area nel Parco del Curone è richiesta dall'Albéa Cosmetics Spa per trasferirvi le unità produttive di Verderio Superiore e Imbersago. Ma i vincoli non consentono l'ampliamento della volumetria e la multinazionale fa sapere: o una risposta positiva entro il 12 aprile, o chiude gli stabilimenti e trasferisce la produzione in Polonia

Lomagna, ex Rdb vietata A rischio 300 posti di lavoro
LOMAGNA - Una grande area vuota in cerca di impiego, un'azienda che la vuole per installarvi la propria attività produttiva, i vincoli del Parco del Curone che si oppongono.
E in mezzo l'occupazione: si parla in totale di trecento posti di lavoro appesi a un accordo che se non va in porto rovescia sul Lecchese un altro carico pesante di crisi per le famiglie e per le imprese con un devastante effetto domino.
Le imprese coinvolte sono l"Immobiliare lecchese" di Lecco di Roberto Colazzo, proprietaria dell'area ex Rdb a Lomagna richiesta dalla Albéa Cosmetics Spa - l'altra azienda - con due unità produttive a Verderio Superiore e Imbersago dove lavorano complessivamente 250 persone.
Il problema: la ex Rdb, centomila metri quadrati di piazzali e aree esterne e 12-13 mila di capannoni, si trova all'interno di un Sic, cioè di un sito di interesse comunitario fortemente vincolato. Due gli ostacoli. Intanto all'Albéa France, capofila delle aziende di Verderio Superiore e Imbersago, serve un ampliamento dei capannoni, ma il vincolo lo impedisce. Poi l'azienda multinazionale che produce il packaging dei cosmetici è considerata insalubre, «anche se può vantare la certificazione ambientale Iso 18.000, è totalmente priva di emissioni e non tratta sostanze chimiche pericolose», dice Colazzo.
A rischio il posto dei 250 lavoratori dell'Albéa e di circa 50 dell'impresa edile di Colazzo se si vede sfuggire l'investimento da otto o nove milioni per ristrutturare area e capannoni. La multinazionale francesce infatti detta tempi stretti: entro il 12 aprile vuole una risposta, pena la chiusura degli stabilimenti di Verderio (180 dipendenti), entro dicembre di quest'anno, e a seguire di Imbersago (70) per trasferire l'attività in Polonia.

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