Ma cos’è questa crisi?  Parte seconda

Ma cos’è questa crisi?

Parte seconda

Ma sì, siamo ancora al “cos’è questa crisi che cos’è?” Forse comincia a domandarselo persino colui che l’ha innescata, in solitaria come ha precisato, un pelo perfido, il suo vice, Giancarlo Giorgetti. Si parla, ovvio, di Matteo Salvini che ha rovesciato il tavolo ferragostano già imbandito di angurie dei parlamentari in vacanza, aperto in aula un confronto sulle abbronzature, per poi ritrovarsi in minoranza e battuto sulla (prendete fiato prima di leggerlo) “calendarizzazione” che pare forma invece è sostanza. Il capitano, che nelle piazze e sulle spiagge ha le movenze agili ed eleganti di un delfino in mare aperto, nelle sedi istituzionali sembra assomigliare di più a un pesce rosso in una vasca tonda: per fortuna non ci sono gli angoli altrimenti ci sbatterebbe contro in continuo. Molti si domandando come mai se ha tutta questa fretta di riveder le urne non abbia ancora ritirato la delegazione dei ministri leghisti dal governo. Perciò preso atto che la voglia di voto subito sembra già passata in cavalleria, bisogna cimentarsi nell’ardua impresa di capire che accadrà ora sotto il cielo agostano della politica. L’opzione delle elezioni anticipate resta in campo ma, come detto, è una stella che brilla sempre meno ogni giorno. Per il resto occorre indagare. E magari chiamare in causa il fratello del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, cioè il commissario Montalbano che ha le fattezze e la voce di Zingaretti Luca. Cosa potrebbe notare subito lo scaltro poliziotto nato dalla fantasia del compianto Andrea Camilleri? Che se davvero il di lui congiunto avesse tutta questa ansia di cabine non balneari, gli sarebbe bastato, l’altro ieri in Senato, ordinare alle sue truppe di votare, come accadde per la Tav, assieme alla Lega e al resto del centrodestra che chiedevamo un rapido redde rationem del governo. Invece il Pd a braccetto con i Cinque Stelle ha scelto di dilatare i tempi del dibattito al 20 agosto e, guarda caso, ha fatto notare in maniera plastica che può esistere una nuova maggioranza che esclude il Carroccio. E allora? Montalbano, in un’ideale puntata della serie che, con scarsa originalità si potrebbe intitolare “La partita a scacchi” continuerebbe a valutare e prevedere le mosse. Quella di Matteo Renzi, innanzitutto, a cui forse le tante mazzate ricevute hanno portato ad adottare un approccio più morbido ma comunque deciso a fermare a tutti i costi l’abbordaggio del capitano. E poi capire cosa c’è dietro l’improvvisa comparsa sulla scena di alcuni “grandi vecchi” del Pd. In primis quel Goffredo Bettini, già consigliore di Walter Veltroni pronto a mediare tra il Matteo secondo e smanioso di riprendersi il primato e il brother del commissario per un governo di legislatura tra piddini e pentastellati. Poi ci sarebbe addirittura l’ex “leader Maximo” D’Alema distratto un attimo dalla cura del suo spumante rosè per suggerire al presidente della Regione Lazio di andare a vedere le carte dei post grillini. Sullo sfondo, pronti a rispondere sì a un’eventuale chiamata di governo, si muoverebbero “Uolter” medesimo ed Enrico Letta. Insomma, un inverosimile Pd allargato tornato compatto e granitico per combattere una battaglia ad alto rischio di spargimento di sangue, anche elettorale. Di fronte a questa armata comunque brancaleonica, però, Salvini potrebbe anche non stare così tranquillo. Mattarella, in quanto inquilino del Colle, non può essere alleato di nessuno. Per ora si gode la partita come quegli arbitri che lasciano giocare, ma prima o poi farà sentire il suo fischio. E poi c’è Forza Italia con l’ex Cavaliere esposto al canto di sirene che da un parte lo attirano verso un’alleanza con la Lega, dall’altra lo avvisano che se dovesse andare in porto il ribaltone, il leader leghista rischierebbe una lunga cottura a fuoco lento e allora tanto vale approcciarsi con le dovute cautele al carro del seppur provvisorio vincitore. Indagine non facile, quella del fratello del segretario del Pd, nonostante le facilitazioni dovute alla parentela. Anche perché il finale del racconto non è ancora scritto. E da qui a martedì 20, quando si tornerà in aula ne vedremo e sentiremo di ogni. Ma cos’è questa crisi?


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