Sabato 12 Aprile 2014

Lecco, sotto sequestro

casa Formigoni in città

1 La palazzina di proprietà dei Formigoni, in centro a Lecco, al civico 67 di via Cattaneo2 Anna Maria Formigoni3 Roberto Formigoni

«Non vorranno buttarci fuori di casa?». Anna Maria Formigoni, sorella del senatore del Nuovo centrodestra Roberto Formigoni, l’interrogativo se lo lascia scappare.

Una domanda più che legittima, visto che tra i beni sequestrati dal gup di Milano, a scopo preventivo, ci sono tre appartamenti in via Carlo Cattaneo, al civico 67. Palazzina in comproprietà tra i fratelli Formigoni ,Carlo e Roberto e la sorella Anna Maria.

Sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta sul caso Maugeri- San Raffaele per un ammontare totale di 49 milioni di euro (tra la villa in Sardegna e altri beni), finalizzato alla confisca nel caso di un’eventuale condanna. La somma è pari a quanto trasferito, dopo il 12 aprile 2006, dalle casse della Fondazione Maugeri alla società del faccendiere Pierangelo Daccò e dell’ex assessore regionale Antonio Simone.

«In un appartamento abito io - spiega Anna Maria Formigoni - in un altro mio fratello Carlo, ed uno degli appartamenti è affittato. Una proprietà di famiglia che è passata dal nonno, che negli anni Venti faceva il fornaio e con tanti sacrifici l’aveva acquistata. Alla sua morte la casa è passata a nostra madre e poi a noi. Proprietà che non fratelli non abbiamo mai singolarmente diviso non essendoci disaccordi tra noi. Una casa di famiglia a cui teniamo molto. Addirittura hanno pure bloccato il conto corrente che utilizziamo per la gestione della stessa palazzina, per eventuali lavori di manutenzione. Conto su cui ci sono attorno ai ventimila euro. Adesso è bloccato».

Altra proprietà finita sotto sequestro preventivo, sempre cointestata ai fratelli Formigoni, è un appartamento di trentasei metri quadrati a Sanremo.

«E’ un fatto mediatico, una campagna strumentale e ingiusta - prosegue Anna Maria Formigoni - ogni tanto bisognerebbe anche ricordare che la sanità in Lombardia è la migliore d’Italia, che funziona bene. Peccato che invece non se ne parli, certo è più facile cercare qualcosa di negativo che evidenziare che un servizio funziona al meglio. E’ un’operazione strumentale, un disegno di diffamazione contro mio fratello. Non ho parole».

LECCO

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