La lettera della Bps: «Buon lavoro nel 2015. E pronti a fare di più»
Mario Alberto Pedranzini e Francesco Venosta

La lettera della Bps: «Buon lavoro nel 2015. E pronti a fare di più»

In apertura il ricordo di Piero Melazzini Pedranzini e Venosta: «Risultato finale soddisfacente nonostante i costi gravosi per risolvere le crisi bancarie».

Un bilancio, una riflessione «sui 365 giorni lasciati alle spalle, su quello che si è realizzato e su ciò che si sarebbe voluto fare». È in uscita la consueta lettera che a fine anno la Banca Popolare di Sondrio invia ai propri soci - attualmente circa 186mila - e agli “amici”. Una missiva che per la prima volta reca in calce la firma del consigliere delegato e direttore generale, Mario Alberto Pedranzini, e del presidente Francesco Venosta.

«È doveroso iniziare questo scritto con il ricordo del presidente onorario della banca, cavaliere del lavoro ragionier Piero Melazzini, deceduto il 30 novembre all’età di 84 anni - scrivono i vertici dell’istituto di credito -. Nell’affrontare la stesura della “Lettera”, tradizionale veicolo di comunicazione a lui tanto caro, viene naturale un sentimento di mestizia».

Dopo essersi soffermati sulle numerose turbolenze che rendono instabile lo scenario internazionale e sui primi segnali di ripresa che sta registrando l’economia italiana, Pedranzini e Venosta indirizzano lo sguardo sulla banca, «che anche nel passato esercizio ha lavorato sodo, avvalendosi di un personale professionale e disponibile: oltre 3mila collaboratori motivati hanno quotidianamente operato con coralità di intenti e dedizione al bene dell’istituto. Per rendersi conto della solidità aziendale, basta rileggere gli articoli apparsi sulla stampa nazionale specializzata, dove siamo collocati tra i Gruppi bancari solidi e sicuri, con buona profittabilità ed elevato livello di efficienza. La Popolare di Sondrio - aggiungono - fa parte delle 14 istituzioni italiane tra le 123 europee vigilate dalla Banca Centrale Europea. È un passaggio che viviamo con grande impegno, stimolati a fare sempre meglio, nell’interesse dei soci, dei clienti e delle comunità servite». E le voci principali degli intermediari creditizi riguardano la raccolta e gli impieghi. «Ci siamo attivati - scrivono - con l’usuale impegno sia nella raccolta, sotto le varie forme, sia nella prudente e oculata concessione di crediti alle imprese e alle famiglie, a sostegno dei territori di operatività». Resta il problema dei crediti deteriorati, «anche se si intravedono sintomi di miglioramento».

Tutto questo lavoro, «unitamente a scelte aziendali ponderate, ha prodotto un risultato finale soddisfacente, frutto dell’attività ordinaria, tale da contemperare le aspettative dei soci con le esigenze di autofinanziamento, e, quindi, alimentare il processo di crescita. E questo, nonostante i gravosi oneri sostenuti quale contributo alla risoluzione delle crisi bancarie di cui la stampa si è occupata».

Un altro aspetto viene poi messo in luce. «In controtendenza rispetto al sistema, abbiamo avviato sei nuove unità, per cui il totale delle dipendenze a fine anno è salito a 333. Alle stesse si aggiungono numerosi sportelli di tesoreria e le 21 filiali della partecipata estera “Suisse”».

Infine, «la Popolare di Sondrio ha rispettato la consuetudine di dedicare tempo e risorse alla promozione culturale. Tra le varie iniziative, non si può omettere di menzionare il Notiziario, così come meritano un accenno le conferenze presso la nostra sede centrale».


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