Cresce la domanda  di credito bancario

Cresce la domanda

di credito bancario

In aumento gli investimenti produttivi, ma con il nuovo anno si teme un innalzamento del costo del denaro legato alle scelte monetarie

L’inizio del 2018 potrebbe segnare una nuova stretta sul credito bancario per le piccole e medie imprese.

Ciò non tanto per il rischio che la nuova riduzione di quantitative easing, l’acquisto mensile di titoli di Stato da parte della Bce, annunciata da Mario Draghi porti a un aumento dei tassi d’interesse, dal momento che secondo quanto assicurato dallo stesso presidente della Bce i tassi resteranno invariati.

Il credit crunch è atteso per il fatto che dall’1 gennaio secondo le indicazioni della Bce tutte le banche che operano in Ue dovranno progressivamente coprire al 100% del loro valore i non performing loans (Npl), cioè le sofferenze, che verranno a crearsi nel nuovo anno. Le banche avranno due anni di tempo per coprire le sofferenze non garantite e sette per quelle parzialmente garantite.

Le pmi si aspettano dunque un aumento del costo del credito e in proposito i responsabili finanziari di Confartigianato e Cna, confortati dalla forte richiesta di credito per investimenti strumentali, non perdono la fiducia nella crescita.

«Anche se l’intervento sui Npl – ci dice Edoardo Persenico, responsabile credito di Confartigianato Lecco – potrà portare le banche a una stretta sui finanziamenti, l’ipotesi per noi va vista alla luce di ciò che stiamo osservando fra le nostre imprese. Stiamo per chiudere un 2017 con crescenti richieste di finanziamento per acquistare beni produttivi come macchinari e capannoni. Definirei senza dubbio fortissima la richiesta soprattutto in queste ultime settimane, sulla base di un’esigenza che sto verificando andando nelle aziende dove gli spazi fisici sono sempre più sfruttati dall’acquisto di nuovi impianti che porta con sé il bisogno di ampliare le fabbriche».

Lo stesso andamento è riferito dalla Cna Lecco-Como-Monza: «Siamo in forte crescita – ci dice il direttore, Alberto Bergna - sul credito richiesto per investimenti, con una quota del 40% sul totale delle richieste. Nel 2017 sul 2016 abbiamo avuto una crescita del 10%, con garanzie erogate dal nostro Consorzio sviluppo artigiano a favore delle imprese intorno ai 30 milioni di euro, e ci aspettiamo un 2018 di ulteriore crescita».

È questa dunque una parte dello scenario di ripresa che attraversa le imprese più competitive. Ciò al netto delle imprese artigiane e delle pmi che ancora soffrono per la crisi, con relative ricadute occupazionali e anche al netto di un’occupazione.

Sul sostegno del credito Persenico spiega di aspettarsi un 2018 positivo nelle richieste per investimenti dalle imprese. «Il punto – afferma – è che il momento positivo è in corso ma le banche valutano sui bilanci, cioè su dati del passato. In più i nuovi limiti posti dalla Bce potrebbero cambiare un po’ le cose, ma se l’economia si rafforza il credito non mancherà. E evidente che le banche prestano soldi per fare utili, e se ciò accade l’aspettativa è che ciò possa indurle ad aprire di più i rubinetti del credito. Perciò un aumento dei tassi misurato nel tempo potrebbe essere anche benefico per l’economia generale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA