«Aumenti salariali per i metalmeccanici?  Solo a certe condizioni»
Sul tappeto il rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici

«Aumenti salariali per i metalmeccanici?

Solo a certe condizioni»

Confindustria, Mainetti: «La logica è di partecipazione e condivisione di obiettivi e risultati aziendali» . Il rinnovo del contratto è un tema molto sentito a Lecco e in Valle.

Confindustria non ha dubbi: «La ricchezza va redistribuita se, dove e dopo che è stata prodotta». Il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici è un tema sentito nelle province di Sondrio e Lecco, dove è alta la concentrazione delle imprese del settore. Tocca molto da vicino questo territorio dove, come noto, è̀ elevata la concentrazione di società del settore, la trattativa per il rinnovo del ccnl dei metalmeccanici in atto in questo periodo e condotta, fra gli altri, da Federmeccanica.

Il confronto si inserisce in un quadro dove il settore deve fare i conti con un calo - registrato dal 2007 ad oggi - del 30% della produzione industriale a livello nazionale, con conseguente perdita di aziende e di posti di lavoro. Uno scenario determinato dalla crisi che non ha lasciato immune il territorio della provincia di Sondrio. Basti ricordare, solo per citare un esempio, il caso di Riello. Ma si tratta di un comparto che, comunque, ha saputo resistere meglio di altri anche grazie a una alta qualità̀ delle competenze e alla sua propensione all’export. «La proposta di Federmeccanica tiene ovviamente conto di questo contesto e parte dalla consapevolezza di come sia necessario un cambiamento sostanziale anche nelle relazioni industriali - commenta il presidente dei metalmeccanici di Lecco di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva -. Questo a partire da un principio semplice: distribuire la ricchezza se è̀ stata prodotta, dove è̀ stata prodotta e dopo che è̀ stata prodotta. Il nuovo modello è̀ una proposta organica, che punta ad investire sulle persone per garantire il futuro loro e delle imprese».

La riflessione prosegue anche in Valtellina. «Noi per primi saremmo contenti di aumentare le retribuzioni - sottolinea il presidente dei metalmeccanici di Sondrio di Confindustria Lecco e Sondrio, Paolo Mainetti, titolare della Valtecne -. Vogliamo farlo però̀ in una maniera sana e cioè attraverso la condivisione dei risultati raggiunti, in una logica di partecipazione, che significa responsabilizzazione, condivisione di obiettivi e risultati. Gli incrementi salariali devono, insomma, tenere conto delle differenti condizioni di aziende e persone».


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