Verso il piano teleriscaldamento  Il forno non brucia tutti i sospetti
1 Il pubblico presente alla serata sul teleriscaldamento2 Da sinistra, Renato Grillo (Officina idee) ed Ennio Zambonini (Asm teleriscaldamento Brescia)

Verso il piano teleriscaldamento

Il forno non brucia tutti i sospetti

La parola agli esperti nel corso della serata ospitata dall’Officina delle idee a Galbiate

«Sempre meglio un inceneritore rispetto a una discarica» ma la platea rumoreggia

«Il rispetto dei limiti di legge è dovuto; per l’Asl, l’obiettivo è invece allontanarsi il più possibile da quella soglia».

La dirigente Rita Cattaneo è intervenuta l’altra sera in auditorium, nell’assemblea sul teleriscaldamento, nella quale sono stati riproposti anche i dati relativi all’inquinamento emesso dal forno di Valmadrera, candidato per alimentare una rete per l’area fino a Lecco.

L’ingegner Vittorio Addis, della società “Tecnohabitat” (la stessa recentemente impegnata a Civate nella bonifica dell’ex “Black&Decker”) ha mostrato i grafici, evidenziando come «tutte le emissioni del forno sono al di sotto dei limiti di legge; spiccano gli ossidi d’azoto, emessi in quantità molto maggiori rispetto agli altri».

Addis ha accennato ai modelli matematici più comuni, basati su equazioni che tengono conto della sorgente, delle variabili meteorologiche e morfologiche: lo scenario descritto rivela – a sorpresa – un «risucchio verso il lago», delle emissioni che «avvengono in un cannocchiale tra i monti».

Sempre di Addis, l’opinione secondo la quale «è sempre meglio un forno, rispetto alla discarica, che non vedo, ma inquina la falda»; per il pubblico «a Valmadrera subiamo sia il forno, sia la discarica».

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