Verderio, sequestro di persona  Processo subito rinviato
Il giudice Valeria Costi

Verderio, sequestro di persona

Processo subito rinviato

Via libera al rito abbreviato per Gabriele Hudorovich

arrestato con due presunti complici lo scorso luglio

Si è conclusa con due rinvii la prima udienza del processo davanti alla corte d’Assise di Como per il sequestro di persona sfociato, lo scorso luglio, negli arresti di Peter e Gabriele Hudorovic, 42 e 28 anni, e di Gabriele Arnesto, 25, tutti di Calusco d’Adda, accusati di un seuqestro di persona ai danni di un pensionato di Verderio. Il tribunale -presidente Valeria Costi - ha accolto una richiesta di rito abbreviato avanzata dall’avvocato Luca Gastini, difensore di Gabriele Hudorovic, subordinata all’audizione della parte offesa - il sessantenne Francesco Bovino -, e l’ha accolta nonostante l’opposizione del sostituto procuratore della Dda Alessandra Cerretti, competente per questa tipologia di reati. Per il più giovane dei due Hudorovich, il tribunale ha quindi disposto lo stralcio e il rinvio al 22 aprile, quando in aula sarà ascoltata anche la parte offesa. Per quanto concerne gli altri due imputati (Peter Hudorovich difeso dall’avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Fabrizio Corona, e Arnesto dagli avvocati Edoardo Pacia e Rachele Viganò), la corte ha aggiornato il procedimento al prossimo 11 maggio, di fronte a un collegio differente.

Al centro del procedimento, lo ricordiamo, c’era un presunto debito di 5mila euro, contratto nei confronti dei tre imputati dal figlio di Bovino, Alessio Bovino, il quale era entrato in possesso di una carta Postepay dalla quale avrebbe prelevato somme di denaro senza averne titolo.

Per costringerlo a restituire il “maltolto”, i tre avrebbero di fatto sequestrato il padre, costringendolo anche a consegnare loro una carta bancomat rivelandone il pin per poi prelevare la somma di 260 euro. Non contenti, sempre secondo le contestazioni mosse dalla Procura, lo trattennero in casa per una notte, quella tra il 22 e il 23 luglio, impedendogli di allontanarsi.

Per ricostruire la vicenda e procedere agli arresti, i carabinieri - raccolta la denuncia dei familiari dello scomparso - si rivolsero a suo figlio, riuscendo infine a chiudere il cerchio.

Fin dalle prime ore immediatamente successive all’arresto, i tre hanno sempre respinto l’accusa di sequestro di persone, sostenendo di essersi limitati a pretendere la restituzione di un debito.


© RIPRODUZIONE RISERVATA