Tornare sul Fitz Roy

lungo la via dei Ragni

Cinque alpinisti ritenteranno la storica salita sulla cima della Patagonia raggiunta nel 1976. «Speriamo che il meteo sia dalla nostra parte»

Tornare sul Fitz Roy lungo la via dei Ragni
La cima del Fitz Roy, in Patagonia

Si stanno mettendo a punto i dettagli e si sta sistemando l’attrezzatura. Sabato è il giorno della partenza. Come gli italiani un tempo il primo fine settimana di agosto partivano in massa per l’Adriatico, i Ragni della Grignetta a gennaio volano sempre in Patagonia. Niente sole e sdraio però, solo tanta fatica e una lotta costante con le condizioni meteorologiche che da quelle parti sono la legge assoluta.

Sabato 17 i Maglioni rossi Matteo Della Bordella e Luca Schiera saliranno su di un aereo direzione Argentina per una spedizione molto impegnativa: ripetere per la prima volta la via dei Ragni del 1976 al Fitz Roy, mai nessuno ci è riuscito in 39 anni.

Una spedizione che non ha solo questo fine, ma ne contiene altri due. «Fin da quando abbiamo visto la Est del Fitz Roy lo scorso anno – spiega Della Bordella – abbiamo sentito la voglia di salirla, è immensa. Poi vogliamo ripulirla di tutto il materiale utilizzato e abbandonato lì 40 anni fa. Infine vorremmo salirla in libera».

Portare a termine tutti e tre gli obiettivi sembra quasi impossibile anche per due pezzi da novanta come i Ragni: «Sì, questa volta abbiamo messo l’asticella molto alta – prosegue -, ci stimola molto però. Ripetere per la prima volta la via sarebbe stupendo, realizzare anche tutto il resto un sogno. Per la Patagonia vale sempre la stessa regola, il meteo deve essere dalla tua parte, altrimenti tutto diventa molto difficile».

E lo sa bene Della Bordella che proprio con Schiera un anno fa è rimasto bloccato ai piedi del Cerro Torre per settimane a causa della bufera che gli ha impedito di attaccare l’obiettivo del 2014, la nord della Torre del vento.

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