Tasse, la stangata Tasi

sulle teste dei lecchesi

Il capoluogo è al 16o posto su 107 in Italia. A Lecco si spende 268 euro, 71 in più della media nazionale

L’assessore Corti: «Il gettito totale è invariato rispetto all’Imu». Il Comune conta di incassare 5 milioni

La Tasi picchia duro sui contribuenti lecchesi: sedicesimi in Italia per importo versato tra i 107 capoluoghi, secondo un’indagine dell’Ufficio studi della Uil.

Ammonta a 268 euro l’importo medio che i cittadini lecchesi pagheranno nel 2014 (tra l’acconto già sborsato e il saldo previsto entro martedì prossimo) per la Tassa sui servizi indivisibili: un importo tra i più alti del Paese, ben al di sopra della media nazionale, che si attesta per i capoluoghi a 197 euro. Un divario che aumenta ancora se, invece, si prende in considerazione la media nazionale di tutti i Comuni, che si attesta a 156 euro.

«E’ vero che il costo della Tasi sarà, complessivamente un po’ più basso dell’Imu – ha commentato Guglielmo Loy, segretario confederale Uil -, ma la distribuzione della nuova tassa è meno equa: pagherà un po’ di più chi prima era esente o pagava cifre basse e pagheranno molto meno i proprietari di quelle abitazioni con rendite catastali elevate».

Torino la più cara: 403 euro

In base alle elaborazioni del Servizio politiche territoriali del sindacato, la città più cara è Torino, dove la Tasi in media costa 403 euro, seguita da Roma (391 euro), Siena (356 euro), Firenze (346 euro) e Genova (345 euro). Peggio di noi anche i comaschi (321 euro), ma c’è poco da gioire, considerato che la sedicesima piazza è poco invidiabile.

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