Tangenziale Tirano  «Il tracciato non può  essere stravolto»
Il rendering mostra come sarà la futura rotatoria della tangenziale di Tirano

Tangenziale Tirano

«Il tracciato non può

essere stravolto»

La reazioneL’assessore regionale Sertori fa il punto

del progetto alla luce del ricorso al Tar di un agricoltore

«Ci potranno essere migliorie, ma il disegno resta così»

Non sarà il ricorso al Tar presentato nelle scorse settimane dal proprietario di un’azienda agricola di Villa di Tirano - l’azienda Elio Paganini - contro il progetto definitivo approvato dal Cipe a bloccare la realizzazione della tangenziale di Tirano.

Ad assicurarlo l’assessore regionale alla Montagna e agli Enti locali, Massimo Sertori che non nasconde il dispiacere per la decisione di appellarsi al Tribunale amministrativo: «Sarebbe meglio non si fosse arrivati a tanto - dice -, ne prendiamo atto, ma non cambia nulla».

Lungo iter

Non cambierà soprattutto il tracciato secondo Sertori. «Il progetto è stato approvato con un iter non proprio banale, con una procedura che ha richiesto tempo, impegno e risorse e che non è certo partita ieri - prosegue l’assessore -. In fase di progettazione esecutiva è evidente che si potranno apportare delle migliorie, ma nei limiti di quanto già stabilito dal definitivo», quello cioè contestato.

Parole che chiudono la porta in faccia ad ogni possibilità di ridisegnare il tracciato così come, invece, richiesto nel ricorso al Tar. In quel documento ricordando come la nuova strada a partire dalla località San Bernardo e fino alla località Ganda si stacchi per un chilometro dalla riva dell’Adda, tagliando di fatto in due porzioni la proprietà del ricorrente, viene rilanciata l’ipotesi di far correre il tracciato su viadotto lungo il fiume Adda fino alla rotatoria di Tirano o al margine a monte del territorio coltivato. «In questo modo - si legge nel ricorso - l’occupazione che ora prevede l’esproprio di circa 40mila mq di terreno, si ridurrebbe a circa 15mila a margine del fiume con un notevole risparmio di territorio e anche economico visto che Anas dovrebbe espropriare un numero minore di terreni».

Una scelta che, ricordano i ricorrenti, andrebbe incontro ai dettami di legge relativi agli espropri secondo i quali «la pubblica amministrazione ha il dovere di optare per la soluzione progettuale che comporti il minor sacrificio degli interessi privati». Mentre in questo caso, la tesi, viene imputato all’amministrazione di avere scelto, illegittimamente, la soluzione che comporta il maggior sacrificio per il privato.

«Spostare il tracciato significherebbe cambiare il progetto rispetto a quello approvato, lavorare su qualcosa di totalmente nuovo - insiste però Sertori - e non è fattibile».

I sopralluoghi coi tecnici

Ciò che invece è possibile fare - e se ne stanno occupando enti e tecnici insieme sotto la supervisione di Sertori - è arrivare ad un accordo coi proprietari sul piano degli espropri. Questione di cui si è cominciato a parlare a Tirano durante l’incontro convocato recentemente in municipio e che sta entrando nel vivo con i sopralluoghi di Anas e di Coldiretti. «Anas - spiega l’assessore regionale che a Milano ha istituto un tavolo ad hoc su questo - si è messa a disposizione insieme a Coldiretti per valutare insieme ai proprietari e agli affittuari dei fondi gli indennizzi dovuti per gli espropri e per i mancati introiti. È un lavoro serio che abbiamo voluto fare proprio per andare incontro ai privati, sulla scia di quanto effettuato anche a Morbegno, sempre per la strada».

Durante la prima riunione del tavolo istituito a Milano, è stata avanzata la richiesta di procedere con i sopralluoghi insieme ai tecnici - «ricordo che Coldiretti rappresenta circa il 90% degli agricoltori interessati dal passaggio della nuova tangenziale» ricorda Sertori - ed ora quelle visite in loco si stanno svolgendo per concludersi entro una ventina di giorni.

«A quel punto - spiega ancora l’assessore regionale- torneremo sul tavolo a Milano per fare il punto della situazione, per una sintesi necessaria a valutare le criticità. Vorrei sottolineare come questa procedura non sia dettata dalla legge, ma si tratti piuttosto di una scelta fatta per andare incontro alle esigenze dei nostri agricoltori».

Un confronto che interesserà l’ammontare degli espropri. In base alla cartella, pubblicata sul sito del Comune di Tirano, l’importo complessivo, fra indennizzi, occupazioni temporanee e spese, è pari a 11 milioni di euro, mentre il totale puro delle indennità di esproprio ammonta a 7.888.133,42 euro, in cui sono considerate le indennità di base per le aree agricole, per i terreni edificabili o i fabbricati, le indennità aggiuntive per la cessione volontaria, quelle per i proprietari coltivatori diretti o per gli affittuari e le indennità per i danni diretti.

Secondo lo studio di Coldiretti invece la cifra dovrebbe essere decisamente più alta, intorno ai 20 milioni di euro.


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