Spluga, niente riapertura fino alle 14 del 21 giugno. Almeno
Il torrente Mengasca a Samolaco

Spluga, niente riapertura fino alle 14 del 21 giugno. Almeno

Questa la data fissata dalle autorità svizzere, che devono sistemare il tratto di strada che da Splugen porta al passo. Per il resto dopo le piogge alluvionali dei giorni scorsi la situazione è tornata sostanzialmente alla normalità.

Viabilità maggiore tornata regolare in Valchiavenna, ma per la riapertura del Passo dello Spluga bisognerà attendere ancora. Fino alle 14 del 21 giugno, almeno.

Questa la data fissata dalle autorità svizzere, che devono sistemare il tratto di strada che da Splugen porta al passo. Per il resto dopo le piogge alluvionali dei giorni scorsi la situazione è tornata sostanzialmente alla normalità.

Anche se con alcune criticità ancora evidenti. «Per quanto riguarda la viabilità – spiega il delegato per la Protezione civile della Provincia di Sondrio e sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta – la statale 36 non ha più problemi ed è completamente transitabile. Rimane chiuso il passo Spluga, ma sul versante svizzero. Per le provinciali lo smottamento su quella di Isola è praticamente risolto e la riapertura è stata effettuata oggi (ieri per chi legge, ndr). Sono definitivamente risolte anche le criticità della provinciale Trivulzia e della statale 36 chiuse a Samolaco nei giorni scorsi e prontamente riaperte».

Non c’è solo la viabilità, ovviamente. Sono ancora in corso tante operazioni per svuotare dall’acqua cantine e garage su tutto il territorio. In particolare sul fondovalle, dove a Samolaco nei giorni scorsi è stata sgomberata anche per alcune ore una abitazione di Vigazzuolo. Stessa cosa a Madesimo, dove è stata chiusa per un giorno la scuola dell’infanzia. Criticità in via di risoluzione anche per l’acquedotto di Chiavenna: «Abbiamo subito la rottura delle adduzioni presenti sul territorio del Comune di San Giacomo - aggiunge Della Bitta - che ci hanno imposto un’ordinanza di limitazione al consumo di acqua previa bollitura. I danneggiamenti sono già stati sistemati da Secam e la revoca dell’ordinanza è ormai imminenti. Con il gestore stiamo anche valutando se intervenire sulle sorgenti, interessate dalla presenza di molto materiale riportato».

C’è, infine, la questione del Lido del lago di Mezzola, invaso dai detriti da alcuni giorni: «Per questa situazione – continua Della Bitta – è in corso una valutazione con i volontari di Protezione civile per un intervento di pulizia della zona». Valchiavenna e Valtellina, insieme alla Val Varrone, danneggiate pesantemente, tanto che la Provincia di Sondrio ha già sottoscritto la lettera di richiesta dello stato di calamità: «Si tratta di una partita che segue direttamente la Regione - conclude Della Bitta - . La richiesta passerà al vaglio del dipartimento di Protezione civile e, quindi, finirà sul tavolo del Consiglio dei ministri». Si spera in un esito positivo in qualche giorno, insomma.

Nonostante il territorio sia stato pesantemente toccato, infine, c’è spazio anche per la solidarietà con i vicini. Trenta volontari di Protezione civile si sono trasferiti sul territorio di Dervio per dare una mano a risolvere le difficoltà maggiori.


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