Scontrino fiscale addio?  I negozi non ci credono
Dal 2017 addio allo scontrino?

Scontrino fiscale addio?

I negozi non ci credono

Dal 2017 gli incassi potranno essere inviati al fisco anche via web. Tra due anni il registratore di cassa potrebbe andare in pensione: niente più scontrini fiscali

Dal 2017 gli incassi potranno essere inviati al fisco anche via web. Tra due anni il registratore di cassa potrebbe andare in pensione: niente più scontrini fiscali.

I commercianti guardano al nuovo decreto sulla fattura elettronica che approda in Consiglio dei ministri, senza grandi slanci.

Per i contribuenti che aderiranno alla svolta telematica, che rimarrà volontaria, lo scontrino sarà facoltativo e non avrà valore tributario bensì amministrativo. In pratica potrà essere rilasciato se richiesto, ad esempio per attivare la garanzia sul bene acquistato, ma non farà più scattare multe.

«Attualmente esiste già la fattura elettronica per quelle aziende e attività che lavorano con la pubblica amministrazione - spiega Alberto Riva, direttore di Confcommercio - tra due anni potrebbe interessare tutti, anche se non mi sembra questa la via più celere e risolutiva in materia di fisco. Sarebbe meglio rivedere l’intero sistema, come già fanno altri Paesi, permettendo di scalare l’Iva dalle tasse».

La fattura elettronica. riguarda le imprese, ma avrà risvolti pratici anche per i contribuenti-persone in termini di semplificazione. Per chi aderisce alla fattura elettronica lo scontrino diventa facoltativo: in pratica perde la funzione fiscale con tutto l’armamentario di multe che l’accompagna. Potrà invece essere rilasciato il tagliando cartaceo a richiesta del cliente. Magari per accertare una vendita e far scattare una garanzia, o per chi ha la necessità di giustificare un acquisto per presentare un rimborso aziendale.

Il fisco, ovvio, avrà così una maggiore capacità di verifica fiscale, selezionando contribuenti da controllare. Ma anche per le società che adottano la fattura elettronica ci sono benefici: avrà precedenza nei rimborsi Iva che arriveranno in 3 mesi, non dovrà applicare lo spesometro per gli acquisti sopra i 3.600 euro, il termine per le verifiche scadrà in 3 e non in 4 anni, non dovrà fare le comunicazioni relative agli acquisti fatti nei Paesi “black list” per importi superiori ai 10 mila euro.

«La materia va affrontata con molta attenzione nello specifico - prosegue Riva -. Non credo che potrà essere applicata a tutti le attività, impensabile per la spesa quotidiana. Come Confcommercio avevamo proposto la deducibilità o detraibilità dell’Iva dalle tasse, che cancellerebbe qualsiasi possibile evasione. Tutto va nell’ottica dell’eliminare o ridurre notevolmente l’utilizzo del contante, Si era parlato anche di fare i pagamenti solo con bancomat. Sono tutte opzioni da valutare».


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