Piano anti code: «Sì, ma Bormio paghi»
Il piano anti code permette di snellire il traffico del rientro dei vacanzieri verso Milano

Piano anti code: «Sì, ma Bormio paghi»

L’assessore della Comunità montana di Bormio, Galli, ha chiesto a Tirano l’attivazione della task force. Il sindaco Spada: «Faremo la nostra parte, ma l’Alta Valle ci deve dare i 10mila euro già concordati».

Che ne sarà nel 2015 del piano anti code, lo strumento che ormai da qualche anno viene messo in campo per snellire il traffico sulla statale 38 all’ingresso di Tirano nei giorni festivi che coincidono con il rientro dei vacanzieri nelle città? Ad oggi non si hanno notizie sull’organizzazione del servizio che vedeva in prima linea a Tirano due vigili e quattro o cinque volontari della protezione civile La Baita, impegnati negli attraversamenti pedonali.

«Il 12 dicembre abbiamo ricevuto una lettera da parte dell’assessore Remo Galli della Comunità montana di Bormio in cui ci si chiede di promuovere il piano anti code, visto che la stagione turistica è partita - spiega il comandante della polizia locale, Fabio Della Bona -. In passato era la Comunità montana dell’Alta Valle ad attivarsi per il servizio, che poi svolgevamo noi con una spesa di 10mila che veniva ripartita equamente fra protezione civile e servizio di vigilanza». Nella lettera di contributo o di fondi non c’è accenno. Il fatto è che il servizio va a vantaggio principalmente dei turisti che frequentano l’Alta Valle e che sono costretti a subire le code da rientro. «Per i tiranesi e la circolazione interna alla città che il piano anti code ci sia oppure no poco incide sugli spostamenti - prosegue il comandante -. Ciò non toglie che l’iniziativa sia importante per l’immagine della città e dell’intera provincia e per un’attenzione dei confronti dell’ospite».

In pratica, la Comunità montana dell’Alta Valle - attraversata dalla bufera delle dimissioni del presidente - ha scritto a Tirano di attivare il piano, senza però chiedere un incontro o altro.

Servono i fondi

«Il Comune di Tirano non si esonera dall’evitare il traffico dall’Alta Valle - risponde il sindaco, Franco Spada -, non vogliamo usare in maniera strumentale il problema dell’assenza della tangenziale e, anzi, Tirano da anni si sta impegnando per agevolare il transito. Dunque organizzeremo il piano, perché il danno potenziale in caso contrario è troppo grosso, però chiederemo i fondi come sempre alla Comunità montana di Bormio». Presumibilmente il piano dovrebbe partire - facendo riferimento a quanto fatto negli anni scorsi - la prima settimana di gennaio e poi tutte le domenica da febbraio al lunedì di Pasquetta.

Il sindaco, facendo un discorso più generale, infine si dice soddisfatto sul fatto di essersi accordato con l’Anas di costituire un tavolo permanente in cui si parlerà della tangenziale di Tirano, «per essere solerti e continuare ad insistere per ottenere i finanziamenti mancanti, ovvero 60 milioni di euro sui 136 milioni di euro di costo, oltre che per tenere informati i cittadini».


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