Martedì 16 Settembre 2014

«Ora Massimo vede

la bellezza dall’alto»

1 Il corteo funebre con il labaro della Croce rossa2 La bara esce dalla chiesa e viene caricata sul carro funebre
(Foto by Foto Menegazzo)

Una trentina di colleghi di lavoro di Massimo Artucchi è arrivata da Milano per essere vicina alla sua famiglia nel momento dell’addio, duramente toccata dalla tragedia.

Il trentanovenne derviese, morto venerdì scorso cadendo in un canalone sulle pendici valtellinesi del monte Legnone, era responsabile dell’archivio dell’ufficio personale della Questura di Milano, nella sede di piazza Sant’Ambrogio 5.

Durante la cerimonia due poliziotti in alta uniforme hanno vegliato la bara ed uno di essi ha pure avuto un piccolo malessere che lo ha costretto ad abbandonare la sua postazione per qualche minuto.

Don Attilio Cantoni, che ha celebrato le esequie con don Rino Valente, per la sua omelia è partito dalle parole del Vangelo dette da Gesù a Marta: «Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se moro vivrà».

Parole che devono aiutare a vivere l’esperienza triste, dolorosa, difficile da capire ed accettare.

«Quando incontriamo la morte che ci sconvolge molto di più quando non la si aspetta o perché colpisce un giovane di trentanove anni, la domanda che arriva a noi è sul senso della vita».

L’articolo su La Provincia di Lecco del 17 settembre

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