Negozi di vicinato a Erba  Centomila euro per ripartire
I mercoledì di shopping sotto le stelle, un tentativo di risollevare il commercio dopo il lockdown (Foto by archivio)

Negozi di vicinato a Erba

Centomila euro per ripartire

Parte oggi la corsa ai fondi regionali destinati a rimborsare il 50% fino a 5mila euro delle spese fatte dagli esercenti per migliorare sedi,attività online o acquistare mezzi

Parte oggi la corsa ai 100mila euro di contributi messi a disposizione dalla Regione Lombardia per il distretto del commercio erbese.

I titolari di negozi con l’affaccio su strada potranno ottenere fino a 5.000 euro di rimborso per una vasta gamma di investimenti: le richieste vanno inviate entro il 21 settembre. Entro la fine del mese uscirà un secondo bando con 150mila euro da distribuire agli imprenditori in difficoltà.

Della stesura del bando legato al distretto del commercio si è occupata il vicesindaco Erica Rivolta, insieme all’assessore Gianpaolo Corti e al funzionario Matteo Pozzoli.

La Regione ha messo sul piatto 100mila euro che verranno distribuiti fra i titolari dei negozi di vicinato: si possono presentare fatture di spese effettuate a partire dal 5 maggio 2020 e progetti di interventi da realizzare entro il 30 aprile 2021.

I contributi regionali copriranno il 50% delle spese sostenute, l’erogazione massima per ogni attività commerciale è pari a 5.000 euro. Le domande vanno presentate entro mezzogiorno del 21 settembre esclusivamente attraverso la posta elettronica certificata, scrivendo all’indirizzo [email protected]

Il ventaglio delle spese per le quali i negozianti potranno chiedere un rimborso è davvero ampio. Si va da opere di ristrutturazione interne ed esterne all’installazione di nuovi impianti, dall’acquisto di veicoli per le consegne a domicilio al rifacimento dei siti web, passando per ricerche di mercato e spese di promozione e comunicazione.

La graduatoria dei richiedenti verrà stilata in base a diversi criteri: sono previsti punteggi maggiori per i negozi storici e le imprese attive da meno di un anno, oltre che per le attività che sono rimaste completamente chiuse nei mesi del lockdown.

(Luca Meneghel)

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