Morti sospette in corsia   «Il medico ai domiciliari»
Leonardo Cazzaniga durante una delle udienze

Morti sospette in corsia

«Il medico ai domiciliari»

La richiesta avanzata dai difensori del medico di Rovellasca, Leonardo Cazzaniga, ancora sotto processo: «In carcere da quasi tre anni con un comportamento sempre rispettoso». La decisione affidata alla Corte d’Assise

Nelle prossime ore ( tuttavia non prima di lunedì) la Corte d’Assise di Busto Arsizio, deciderà se concedere gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a Leonardo Cazzaniga, il medico di Rovellasca sotto processo per 15 morti sospette all’ospedale di Saronno di cui era vice primario al pronto soccorso.

La richiesta di ottenere benefici cautelari è stata depositata nei giorni scorsi dalla difesa di Cazzaniga, rappresentata dai legali del Foro di Brescia, Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora. Secondo gli avvocati che difendono l’ex vice primario del pronto soccorso dell’ospedale di Saronno in questa fase processuale sarebbe adeguato concedere una detenzione meno afflittiva al loro assistito. Il senso della richiesta avanzata parte, infatti, da una serie di valutazioni ben precise. Valutazioni contenute nella loro richiesta: «Il dottore – hanno scritto – è soggetto alla prima esperienza giudiziaria e carceraria ed è detenuto ininterrottamente da quasi tre anni. In questo periodo ha sempre mantenuto un comportamento regolare e rispettoso delle norme carcerarie».

«In merito al giudizio di gravità indiziaria, si ritiene che le esigenze cautelari ben possano essere allo stato salvaguardate attraverso la misura degli arresti domiciliari ristretti, con il braccialetto elettronico. Uno dei rischi di inquinamento probatorio potrebbe essere rappresentato dal contatto con la ex compagna, Laura Taroni, condannata a 30 anni anche in secondo grado. Ma è stabilmente detenuta in carcere a Como».

La risposta arriverà nelle prossime ore. Cazzaniga sta rispondendo in aula di omicidio volontario di 12 pazienti e tre persone in ambito familiare (15 omicidi volontari).

L’articolo completo su La Provincia di sabato 7 settembre


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