Merate, bimbo ferito

«Regole non rispettate»

Il presidente dell’ambito di caccia meratese: «Non spariamo mai vicino alle case e mai di fronte

Ci sono 1200 cacciatori, non succede mai niente, ma tutti dobbiamo fare molta attenzione»

Merate, bimbo ferito «Regole non rispettate»
Il bambino ferito e la mamma sono stati portati al Pronto soccorso del Mandic di Merate

«Se qualcuno si comporta in maniera imprudente e sbaglia, noi non lo perdoniamo ma lo condanniamo. Ci sono regole che vanno rispettate e, al di là delle leggi, chi sbaglia, è giusto che paghi».

Giuseppe Aldeghi, presidente dell’Atc, ambito di caccia meratese, condanna senza mezzi termini il cacciatore che domenica pomeriggio ha esploso alcuni colpi nel territorio tra Robbiate e Merate e ferito una mamma e il figlio di sei anni.

«Tutti i cacciatori sanno che per quello che riguarda la caccia nei pressi dei centri abitati, esistono leggi severissime».

Aldeghi non ha idea se il cacciatore individuato e denunciato dai carabinieri di Merate domenica pomeriggio abbia rispettato o meno tali distanze. Ma assicura che, se non lo ha fatto, è stato uno dei pochissimi perché «in tutto il territorio, ci sono moltissime guardie volontarie che controllano».L’episodio di domenica è tuttavia frutto di una situazione che andrebbe affrontata e risolta almeno a livello provinciale. È infatti evidente che un territorio così antropizzato come la Brianza e l’Oggionese, entrambi compresi nell’ambito di caccia meratese, dove ogni autunno imbracciano il fucile 1200 cacciatori, la questione vera è la mancanza di spazi per chi ama questo sport.

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