Marracash venerdì  incontra i fan a Como
Fabio Rizzo, in arte Marracash, alla presentazione del disco

Marracash venerdì

incontra i fan a Como

Alle 15 di venerdì’ 1° novembre da Frigerio dischi con il nuovo album Persona

Marracash sarà a Como, domani, 1° novembre, alle 15 da Frigerio dischi per il firmacopie del nuovo album “Persona”.

I suoi fan aspettano il suo disco da tre anni perchè lui è il King del rap, quello che dà voce agli esclusi, che ha una profondità di linguaggio maggiore di chiunque altro e meglio di tutti canta i guai della vita facendo scattare il meccanismo di identificazione in chi ascolta.
Fabio Rizzo, 40 anni che sembrano solo 30, ha voluto spogliarsi del personaggio, Marracash e sezionarsi in tutte le parti del corpo umano. Come ha scritto la sua manager Paola Zukar «lui arriva dove nessuno vuole arrivare, nel profondo delle cose».

L’ALBUM CON LE PARTI DEL CORPO

Voleva uccidere il suo personaggio, mostrarsi nel profondo e ci è riuscito benissimo, ma senza snaturarsi, perché lui è cosi, riesce sempre a rinnovarsi restando se stesso, a cambiare tutto senza cambiare niente, a creare novità facendoti venire in mente qualche vecchio successo, vecchio nel senso di precedente perché lui è sempre nuovo, cosi nuovo che resta attuale ancora dopo anni come i suoi album precedenti.

Ogni brano di Persona, prodotto da Island / Universal, rimanda a una parte del corpo, il cervello, lo scheletro, il sangue, i denti, l’anima, l’ego. «Era da un po’ che avevo questa idea e ho pensato che fosse perfetta per un album cosi personale» ha detto in conferenza stampa. Un album scritto di getto quest’estate, in tre mesi, «come il sangue che esce da una ferita».

C’è una parola nel dizionario che rischia di sparire, impetuoso. La terrà in vita lui, con questo album, che è travolgente.

RABBIA, SAGGEZZA E PROVOCAZIONE

Marra è un re, di quelli che guidano le battaglie. E’ saggezza mista a rabbia, ritmo, provocazione. È marcia trionfale anche quando canta la depressione, un amore finito male come quello che ha avuto negli ultimi anni, l’odio per l’umanità che non capisce niente, l’insofferenza per internet, l’allergia alle feste e alla felicità a comando.

LA DEPRESSIONE

Marra è forte e quindi non ha paura di nessuno, riconosce il valore dei giovani e di chi ha la sua stessa età. Le presentazioni dei featuring che ha scritto su instagram, da sole, sono micro capolavori letterari per la capacità di adattare le motivazioni al carattere del personaggio, da Guè a Luchè a Madame, tutte sfumature diverse, fino ad arrivare agli estremi della presentazione commovente di Sfera («è l’unico che è venuto a cercarmi quando ero a terra») e quella di Massimo Pericolo, con i dettagli sulla famosa strofa legata al bagno di casa sua.

Marra è come Mozart, per la potenza del suo lavoro, ma è anche come un filosofo. E’ un maestro nel raccontare la frustrazione che attanaglia gli esseri umani. Lui parla sempre di autosabotaggio e sa come si sentono i vinti, ma alla fine ne esce sempre vincitore e quindi dà speranza a tutti gli altri. Coglie il peggio degli individui, i loro vizi, le paranoie, i loro tic. Solo che la gente normale, di solito, in queste cose affoga.

Lui trasforma il dolore in arte fino a quando se ne libera, come ha ricordato nella presentazione di Guè Pequeno.

LA STORIA D’AMORE

«Avevo una fidanzata che mi ha trascinato in un rapporto tossico e aveva dei gravi problemi mentali – ha confessato in conferenza stampa -. Sono stato male, mi ha svuotato e sono dovuto andare anch’io dall’analista». Ora sta bene e dorme come un bambino. Sarà merito di Elodie con la quale fa coppia fissa e con la quale è appena stato a una cena di famiglia, a Villa Cramer a Alserio.

Marracash a Villa Cramer a Alserio conla mamma di Elodie e artista Claudia Mitai, Elodie e il giornalista Francesco Cramer

Marracash a Villa Cramer a Alserio conla mamma di Elodie e artista Claudia Mitai, Elodie e il giornalista Francesco Cramer

Anche se è nato e cresciuto in Barona, alla periferia di Milano, Como per lui non è una novità. Nel 2006 era salito a Brunate con Guè Pequeno per girare il video di Salvador Dalì

“Persona “ è ispirato al film di Bergman che lui non aveva visto ma gli è stato ispirato da un amico al quale aveva detto di voler chiamare il disco Atavar («Ma c’era il problema del film e mi avrebbero visto tutti come l’omino blu - ha detto -. Allora poi ho scoperto che person in inglese vuol dire personaggio e, dopo aver visto il film, ho capito che era il titolo perfetto per quello che volevo fare»).

È il disco della maturità, quello che potrebbe farlo passare dal king del rap a king ebbasta di tutta la musica Italiana. Lui stesso ha detto che non vuole etichette e brani come Crudelia, un capolavoro sulla storia d’amore tossica, non ne hanno. E’ una canzone che piacerà anche a chi non ama il rap, come molte altre del disco. Come in Anima dove ricorda Celentano.

In “Sangue” ha campionato mi appartieni, ti appartengo di Ambra Angilolini e poi ha tirato fuori il meglio di Massimo Pericolo che ha indicato come il suo erede, «per la storia della strada e della famiglia». In The supreme, Sfera ha una strofa corta, ma che stende in un colpo solo, e riassume la grandezza sua e di Marra. Loro «danno voce a chi non ha voce». Sempre. In Non sono Marra ha valorizzato Mahmood, in quelli che non pensano il meglio di Coez. Non c’è un brano sbagliato, Goat, è una lezione sull’autostima («Non conta quanto hai perso prima, nella tua vita Chi ti ha fottuto l’autostima, chi ti incasina C’è sempre un modo ed una chance) ma anche la grandezza di Marra nel raccontare il suo male di vivere, trasmette forza mentre dice di non averne.

Nel disco lui fa parlare tra loro Fabio e Marra per questo il libro è una bomba perchè vincono entrambi. E il disco è come un film va ascoltato tutto dall’inizio alla fine, 15 brani uno più bello dell’altro. E non solo una volta perchè se fosse un film sarebbe un kolossal.

UN DISCO DESTINATO A RESTARE

Persona non è un disco che passerà di moda fra un mese, è la piramide di un faraone, è un disco fatto per durare.

Per quanto abbia sofferto, per quanto si dia spesso del mostro e per quanto parli del suo bipolarismo che lo porta ad avere lunghi periodi in cui non esce mai di casa come è capitato negli ultimi tre anni, la forza di Marra è che è sempre bello e statuario come un guerriero.

Il problema è che il suo analista non può guarirlo dall’essere artista, come canta in “Non ci sto” di Dj Shablo. Quindi vedrà sempre tutto, quindi vedrà sempre troppo, quindi starà sempre male. Ma da questo tirerà sempre fuori dei pezzi meravigliosi che danno la carica a chi sta male davvero perchè alla fine le sue canzoni sono il miglior anti depressivo del mondo. Ecco perchè domani, da Frigerio Dischi, ci sarà la coda per il suo disco.

Anna Savini


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