L’investitore di Chetra aveva bevuto   È non aveva neppure la patente
La scena dell’incidente in cui ha perso la vita Chetra Sponsiello (Foto del Cittadino di Monza)

L’investitore di Chetra aveva bevuto

È non aveva neppure la patente

CivateIl conducente della Opel è un uomo di Seregno di 35 anni, risultato positivo all’alcoltest. È stato celebrato un rosario per ricordare il giovane morto nell’incidente di venerdì notte

Non risulta ancora fissata la data del funerale di Chetra Sponsiello, 22 anni, che risiedeva a Civate dal 2006 (proveniente, con la famiglia, da Malgrate), vittima di un incidente avvenuto nella tarda serata di venerdì, a Monza, sulla statale 36: lì è stato investito dopo avere tamponato l’auto che lo precedeva.

Stato di ebbrezza

L’investitore, un uomo di 35 anni di Seregno, è stato indagato dalla Procura di Monza per il reato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato d’ebbrezza. L’automobilista, risultato positivo all’alcoltest, in un primo momento avrebbe anche cercato di addossare la colpa dell’incidente al passeggero della Opel Corsa ma gli accertamenti della Polstrada di Seregno hanno portato alla conclusione che fosse lui alla guida: l’uomo è comunque indagato e non arrestato essendo trascorsi i presupposti della flagranza di reato.

Ieri sera, è stato celebrato un rosario nella chiesa parrocchiale di Civate, molto toccante: com’è noto, la mamma del ragazzo, Caterina, è attiva in parrocchia, nel gruppo delle famiglie affidatarie; col marito, Marcello – bancario in pensione – aveva adottato nel 2002 Chetra, di origini cambogiane e poi, nel 2008, anche la sorella Pui, oggi 19enne.

Comunità parrocchiale

I due erano molto legati e la tragica perdita ha quindi straziato la famiglia e la comunità civatese, dove gli Sponsiello sono conosciuti e stimati. L’incidente che ha strappato loro il figlio è avvenuto all’altezza dell’uscita di Monza centro: Chetra viaggiava in direzione di Milano al volante della propria Seat Ibiza e con lui c’era un’amica 21enne di Olginate, rimasta illesa, ma testimone del dramma. Secondo la ricostruzione, inizialmente, il ragazzo sarebbe stato coinvolto in un banale tamponamento, probabilmente anche per la pioggia che aveva reso viscido l’asfalto. Così, la sua auto è finita per urtare un’Audi, guidata da un 46enne di Desio. Quando i conducenti e qualcuno degli occupanti dei due veicoli sono scesi per constatare i danni, sul gruppetto si è abbattuta una Opel Corsa, condotta da un 35enne di Seregno: ha centrato la Seat Ibiza di Sponsiello e vani sono stati, purtroppo, i soccorsi per lui, trasportato all’ospedale Niguarda di Milano: l’arresto cardiaco è subentrato pochi minuti dopo l’arrivo nel nosocomio milanese. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia sul civatese e tutti gli altri coinvolti sono stati sottoposti all’alcol test.

Quando la notizia della morte di “Che” si è diffusa tra gli amici, le prime reazioni sono state di incredulità, per lasciare poi il posto a commozione e ricordi, numerosi anche sui social dove c’è chi parla di «un ragazzo sempre in cerca di un senso, del perché delle cose e, nello stesso tempo, animato da una voglia smodata di regalare sorrisi, amore e conforto agli altri, soprattutto ai più piccoli e a chi vedevi segnato da smarrimento o sofferenza. Forse, perché proprio tu ci eri già passato. Ora, siamo noi che ci sentiamo smarriti e cerchiamo il perché di quanto è accaduto. Possiamo solo anestetizzare la tristezza con la speranza che qualcuno, da qualche parte, ti stia prendendo per mano e ti doni luminosi sorrisi e caldi abbracci, sicuri che adesso una di quelle stelle che ti piaceva guardare sei tu. E lì, alzando gli occhi, ti cercheremo e tu ci conforterai».


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