Tirano acqua  contro due giovani di colore
Il marciapiede tra via Amendola e via Digione

Tirano acqua contro due giovani di colore

Bravata o altro?Il fatto ieri in via Amendola, testimone una giornalista romana che ha presentato denuncia

Il lancio da un’auto grigia che poi ha preso via Digione: «Temo si sia trattato di un episodio a sfondo razzista»

A Lecco come a Torino? L’episodio di cui è stata testimone la giornalista Paola Rolletta è molto simile. L’unica variante è l’acqua al posto dell’uovo che aveva colpito all’occhio Daisy Osakue, la discobola della nazionale di atletica leggera.

Prima delle undici

Il fatto è successo ieri mattina, poco dopo le dieci e mezza. In via Amendola, due ragazzine di colore camminano sul marciapiede, ascoltano musica dalle cuffie, scherzano tra loro. La consueta scena che ha come protagonisti gli adolescenti.

Su via Amendola, il consueto traffico di auto, in questi giorni di metà agosto un po’ meno intenso. Poco prima dell’incrocio con via Digione, da una macchina («Una berlina grigia», racconta Paola Rolletta) tirano addosso alle due ragazzine del liquido, che poi si rivelerà essere acqua. La giornalista, che cammina pochi metri dietro alle ragazzine, viene anche lei bagnata sui capelli e in faccia da uno spruzzo d’acqua.

Che fare? «Per qualche attimo - racconta la giornalista - siamo rimaste interdette. Ci siamo guardate, le due ragazzine hanno accennato un sorriso, tra l’imbarazzo e lo spavento. In quegli attimi, ho temuto che ci avessero tirato addosso una sostanza urticante, o addirittura dell’acido. Per fortuna era acqua. Come reazione istintiva ho esclamato: “li denuncio, adesso vado a denunciarli”».

Dopo la sorpresa e lo spavento, le due ragazzine di colore sono andate per la loro strada, mentre Paola Rolletta ha mantenuto fede a quello che in un primo momento poteva essere sembrato uno sfogo. Lei, romana che da due giorni si trova a Lecco, ha chiesto ai passanti indicazioni per andare dai carabinieri. In corso Martiri ha raccontato il fatto di cui è stata testimone e ha sporto denuncia.

La ricostruzione

«Con un carabiniere - racconta - sono tornata in via Amendola per cercare di ricostruire con quanti più particolari possibili quanto avevo appena visto. I fatti in sè sono abbastanza semplici, posso solo aggiungere che l’auto da cui è stata lanciata l’acqua si è allontanata lungo via Digione, e che non ho avuto la prontezza di prendere la targa. Mi è sembrato che il lanciatore avesse chiara l’intenzione di colpire in faccia le due ragazzine che avranno avuto tra i dodici e i tredici anni e parlavano italiano, con un chiaro accento lombardo. Di più non posso aggiungere, non so neanche se all’episodio abbiano assistito altre persone. I carabineri verificheranno - continua Paola Rolletta - se in zona ci sono delle telecamere che possano aiutare a risalire agli autori di un atto che, per il clima che si sta vivendo, secondo me ha una matrice razzista. Certo, qualcuno può catalogare l’episodio alla voce gavettone d’estate, o goliardata ma il fatto che sono state prese di mira due ragazzine di colore mi fa sospettare che ci sia, almeno sullo sfondo, un comportamento legato a motivazioni razziste».

Una goliardata

Ricordiamo che i quattro ragazzi che avevano lanciato le uova contro Daisy Osakue sono stati identificati dai carabinieri. E che il magistrato che sta indagando sull’episodio ha ritenuto che l’aggressione non avesse un movente razziale, ma che si sia trattato di una bravata di quattro ragazzi, identificati anche grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza.

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