Lecco: «Teatro, entro due anni vogliamo affidare i lavori»
Il Teatro della Società è chiuso da quasi un anno, in attesa dei lavori. Ancora tutti da valutare

Lecco: «Teatro, entro due anni
vogliamo affidare i lavori»

L’inchiesta/4 L’assessore ai Lavori Pubblici Valsecchi: «Non vorrei finire il mio mandato senza dare l’incarico». E’ la conferma di quanto raccontiamo da giorni: la nostra piccola Scala dovrà rimanere chiusa un bel pezzo. Alla faccia delle promesse di una riapertura veloce

«Mi dispiacerebbe molto se entro il termine del nostro mandato non fossero già stati affidati i lavori di restauro del Teatro Sociale. Il progetto? Affideremo l’incarico entro quest’anno. Ribadisco comunque che prima di chiedere l’aiuto dei privati e di avere idee chiare su costi e tempistiche definitive, sarà necessario avere sotto mano almeno il bando progettuale. Prima, sono solo ipotesi». Sono stati giorni, quelli appena trascorsi, di intenso dibattito cittadino riguardo le sorti del teatro più amato. Le necessarie manutenzioni e il riadattamento alle mutate prescrizioni di sicurezza ne hanno imposto, lo scorso maggio, la chiusura. Dopo dieci mesi, si attende ancora l’incarico per la progettazione dei lavori. Ecco perché Corrado Valsecchi, tra le righe della sua presa di posizione, alza di fatto l’asticella dei tempi.

«Non si poteva rimandare»

È anche vero che l’assessore ai Lavori Pubblici, possibilista e determinato, mette sul tavolo un’altra questione fondamentale. «In queste settimane stiamo attendendo le risposte di diverse autorità in materia di sicurezza. È vero, questa attesa ci sta costando mesi, ma se dovessero risponderci che tanti elementi del Teatro, dall’arredo ai materiali, possono restare così come sono, e ottenere comunque i certificati di sicurezza, per noi sono solo costi e tempi in meno. È evidente che stiamo lavorando sodo per non lasciare incognite a chi verrà dopo di noi, e comunque per non avere sorprese dopo l’affidamento dei lavori. Ed è altrettanto evidente che l’avvicendamento dei dirigenti e l’attuale incarico part-time del nuovo titolare del settore, non hanno facilitato una contingentazione dei tempi. Ad ogni modo, se le cose vanno per il verso giusto, le cifre che girano in questi giorni, 3 o 4 milioni di euro, sono totalmente ingiustificate. Il bando? Con ogni probabilità sarà un bando unico».

Valsecchi, insomma, più che smentire categoricamente, preferisce guardare al bicchiere mezzo pieno. È vero, ci sono difficoltà, voci di spesa che rischiano di ampliarsi e tempistiche dilatate. Ma se tutto dovesse andare bene, potrebbero trattarsi di costi e attese contenute, perlomeno in rapporto all’attuale pessimismo dei lecchesi. Qualora invece i bastoni tra le ruote aumentassero. Valsecchi non ci pensa: «Sono caparbio, farò di tutto per arrivare al risultato entro il termine del mandato. Sappiate che tra le performance di valutazione del dirigente ho testualmente inserito l’affidamento del progetto».

Del resto, l’assessore non tralascia di ricordare come il restauro non sia stato certo uno “sghiribizzo” della giunta. «Vorrei ribadire a tutti quelli che esprimono giudizi il fatto che la scorsa stagione teatrale è stata portata a termine solo grazie a certificazioni temporanee di sicurezza rilasciate dai Vigili del Fuoco. I lavori erano necessari, non se ne poteva più fare a meno».

Cionostante il teatro a Lecco non è andato in letargo. Valsecchi loda la capacità di Simona Piazza nel dare comunque lustro all’offerta lecchese e cita il caso di Teatro Invito, nella location fresca di riapertura di via Ugo Foscolo, «che ha nobilitato il teatro cittadino in questo contesto complicato».

Il colloquio con Gori

Valsecchi chiude poi con commento caustico sul caso, portato a paragone del nostro Sociale, del Donizetti di Bergamo. «Ho chiamato il mio amico Giorgio Gori per chiedergli lumi in merito. Mi ha risposto che anche loro sono riusciti a dare un piano completo e chiaro di costi e di tempi dei lavori, circa 20 mesi, solo dopo la progettazione definitiva. Quindi dico ai lecchesi di stare tranquilli. Non stiamo perdendo tempo e a breve daremo conto dei tempi e delle spese».


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