Lecco. La meccanica   a rischio brusca frenata

Lecco. La meccanica

a rischio brusca frenata

L’imprenditore Baggioli: «Se entro ottobre l’export non riparte con slancio c’è da preoccuparsi» - Negativi i risultati del primo semestre 2019 rispetto allo scorso anno: «Ma quello fu un exploit quasi unico»

«Le difficoltà dell’economia tedesca ci preoccupano perché, data la forza della Germania, se quel mercato va male ne risente l’intera Europa. Tuttavia per quanto riguarda la meccanica non ritengo negativa la situazione generale, se guardata con le giuste proporzioni», afferma Guido Baggioli, general manager dell’impresa di famiglia, la Mab-Metallurgica Alta Brianza che con sede a Lecco è da 70 anni fra i protagonisti più noti della siderurgia lariana.

L’azienda, che continua ad investire sul mercato interno ed è anche internazionalizzata e innovativa sulle più avanzate tecnologie, è inserita a pieno titolo nelle dinamiche del settore ed è quindi un termometro sicuro degli umori e delle evoluzioni del mercato di settore.

Con una settantina di dipendenti e clienti in Italia ed Europa, Mab è specializzata nella produzione di barre trafilate a freddo destinate soprattutto ai settori automobilistico e della raccorderia idraulica e oleodinamica e, in misura minore, anche ad altri settori.

Il primo mercato è quello italiano, mentre la quota estero che nel 2018 era attestata intorno al 35% del fatturato quest’anno è scesa al 26%.

Nel settore, come spiegano anche i dati congiunturali di Confindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio, «il fatturato è sceso, perché è calato il prezzo dell’acciaio – osserva Baggioli, assiduo frequentatore dei tavoli di settore - ma se, come nel nostro caso, guardiamo ai volumi specifici vediamo che sono sì inferiori intorno al 10% nel primo semestre del 2019 rispetto allo stesso semestre del 2018, ma sono comunque superiori del 10% rispetto al primo semestre del 2017, che di suo era già un anno positivo».

Serve a poco fare il confronto con il più che buon andamento dei primi sei mesi del 2018: «Diciamo che quel semestre fa in un certo senso parte della storia - aggiunge Baggioli - da anni non si vedevano certe impennate in termini di volumi».

«Noi viviamo una situazione particolare, per la quale il mercato interno sta andando bene mentre nell’export siamo sotto di circa il 10% rispetto al primo semestre dell’anno scorso». L’imprenditore spiega che, in una dinamica comune a molte imprese locali, le esportazioni avvengono attraverso intermediari commerciali: «Sono tedeschi, francesi o svizzeri che comprano da noi e rivendono a tornerie e officine meccaniche. Ora che i prezzi sono calati noi, e anche i commercianti, abbiamo abbassato i nostri magazzini. Ciò accade da circa 5-6 mesi, i magazzini un po’ per tutti si sono sensibilmente abbassati perciò se in settembre-ottobre non rivedremo una ripartenza dell’export con un certo slancio allora ci sarà ragione per preoccuparsi. Ora la sensazione è che l’andamento generale potrebbe rimanere simile».


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