Lecco. Il nero soprattutto   in edilizia e logistica
Da sinistra, il funzionario Mariella Stabile, il direttore Alberto Gardina e il coordinatore Paolo Guidone

Lecco. Il nero soprattutto

in edilizia e logistica

L’Ispettorato provinciale ha diffuso i numeri dei controlli: scoperti 139 lavoratori abusivi - Il direttore Gardina: «Consegnano merci con divisa della società, ma risultano essere esterni all’azienda»

LECCO

Ben 139 lavoratori in nero e altri 445 vittime di irregolarità sono stati individuati nel corso del 2018, nelle aziende del nostro territorio, dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Como-Lecco.

Risultanze che arrivano a seguito di 790 controlli mirati che hanno portato alla verifica di 950 posizioni lavorative, con un tasso di irregolarità pari al 77%.

«Noi – spiega il direttore Alberto Gardina – cerchiamo illeciti di natura sostanziale: il lavoro nero, quindi totalmente sconosciuto all’amministrazione pubblica, o fenomeni elusivi come un monte ore lavorate dal dipendente più alto del dichiarato, con conseguente evasione di imposte e contributi». Fenomeno sempre più diffuso è quello della “terziarizzazione” non veritiera e non genuina: «Accade spesso in edilizia: le imprese che operano sono sempre più snelle, con meno dipendenti diretti, ma in alcuni casi sui cantieri vengono chiamati artigiani che erano vecchi lavoratori delle stesse imprese. Sono subordinati a tutti gli effetti mascherati da artigiani». E poi le catene di appalti e subappalti fittizi: «Si tratta di forme di precarizzazione a più livelli che, per esempio, abbiamo riscontrato di recente ispezionando aziende del settore della logistica: lavoratori che consegnano merci con divisa e logo della società, ma risultano essere esterni all’azienda, incaricati attraverso catena di appalti e subappalti. Situazioni che nascondono la perdita di tutele per chi lavora, ma anche un abbattimento non genuino da parte delle imprese della componente dell’Irap legata al numero dei dipendenti».

Recentemente, nel Meratese, è stato poi riscontrato un caso di interposizione illecita di manodopera, come spiega il funzionario ispettivo Mariella Stabile: «Con il nostro intervento, insieme all’Arma dei Carabinieri e ai colleghi dell’Inps, siamo riusciti a regolarizzare 47 lavoratori di una cooperativa che operavano con modalità non lecite per conto di un’azienda del territorio. Siamo così riusciti a recuperare anche un’importante somma contributiva che veniva elusa attraverso storture in busta paga, come straordinari e notturni fatti passare come spese di trasferta. Inoltre è stato scoperto un giro di fatture non regolari».

Casi come questi sono frequenti, nell’ultimo anno ne sono stati riscontrati in 26 aziende per 115 lavoratori complessivi. Sostanzialmente si tratta di modalità di esternalizzazione non regolari, attraverso finti appalti a cooperativa o finti distacchi che non hanno ragione di essere, allo scopo di abbattere costi e ridurre gli obblighi verso i lavoratori. Dalla relazione dell’Ispettorato, dunque, emerge una situazione in cui le situazione di irregolarità non sono eccezioni. Ma a mancare è ancora la collaborazione da parte dei cittadini: «Ci sono ancora troppe poche denunce. – sottolinea il direttore Gardina – Nel 2018 sono state soltanto 76, nemmeno il 10% del numero complessivo dei controlli che abbiamo effettuato. Si è trattato di casi di lavoratori in nero, di tredicesime non pagate o altre anomalie. Il nostro intervento non ha costi per il lavoratore, interveniamo mantenendo l’anonimato di chi denuncia e in maniera tempestiva».


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