Lecco. Donne e impresa  Fondi alle nuove società
Anche l’assunzione di personale rientra tra le voci coperte dagli aiuti (Foto by archivio)

Lecco. Donne e impresa

Fondi alle nuove società

Costi tecnici coperti fino al 90%, aziende rosa, la provincia di Lecco è in ritardo - Gli addetti superano a stento il 13% di quelli totali

Per le imprese nuove o già attive guidate da donne sono in arrivo nuovi finanziamenti pubblici.

Per le nuove imprese è previsto un contributo a fondo perso fino all’80% dei costi previsti per un massimo di 100mila euro, con un contributo massimo di 50mila euro.

In più ci sarà un voucher di 5mila euro da utilizzare per pagare servizi e consulenze per l’avviamento.

Se la ditta è fondata da disoccupate la percentuale sale al 90%. Per le iniziative di dimensione superiore il contributo a fondo perso è del 50% per un massimo di 125mila euro.

Per le imprese costituite al massimo da tre anni gli investimenti potranno essere finanziati all’80% di cui metà a fondo perso e per il resto in modo agevolato a tasso zero, per un tetto dell’operazione fissato a 400mila euro. Le imprese al femminile di più lungo corso, nel tetto massimo di 400mila euro per le spese di capitale circolante avranno un contributo a fondo perso, più il finanziamento agevolato sugli investimenti.

L’iniziativa si inserisce nel Fondo Impresa Donna istituito al ministero dello Sviluppo economico dalla legge di bilancio per il 2021 con dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e, soprattutto, beneficia anche del Pnrr, il Recovery plan italiano, che incrementerà le risorse del Fondo nell’ambito del programma di investimento per la creazione di imprese femminili a cui sono destinati 400milioni di euro.

In un panorama nazionale in cui le imprese femminili sono parecchio diffuse in Sud Italia con micro attività molto personali e sottocapitalizzate soprattutto del commercio, dei servizi alla persona e del turismo, Lecco si trova al 97mo posto fra le province italiane e all’ottavo in Lombardia. Solo un po’ meglio di Como, che è decima in regione e centesima in Italia, in una situazione in cui la stessa Milano è l’ultima nella classifica nazionale per incidenza di imprenditoria femminile a proprietà femminile.

«Tuttavia- dice Carlo Guidotti, responsabile dell’ufficio studi della Camera di Commercio di Como e Lecco – la Lombardia e in particolare Lecco mantengono una certa qualità nelle imprese guidate da donne, attività che nel nostro territorio sono spesso impegnate nella metalmeccanica, con un punto particolare su Lecco, che persino nel 2020 di crisi per Covid ha visto crescere le nuove attività al femminile con un +1,9%, la maggior variazione registrata in Lombardia. In un anno molto difficile sono realtà nate probabilmente per supplire a situazioni famigliari in cui in famiglia il marito ha perso il lavoro per crisi da Covid e la moglie s’è messa in proprio».

A Lecco non mancano tuttavia le imprese femminili impegnate nel commercio (25,3% sul totale delle imprese del settore e nei servizi finanziari (12%).

Nell’area lariana a fine settembre 2020 (ultimo dato disponibile), gli addetti delle imprese “rosa“ sono oltre 32mila su un totale di quasi 245mila: il peso del settore risulta pertantopari al 13,2%. A Como le aziende gestite da donne occupano quasi 20.000 persone (il 12,7% degli addetti complessivi), mentre a Lecco sono circa 12.300 (14%, all’83mo posto in Italia).

“La crescita di imprese femminili c’è – conclude Guidotti – anche se non sempre accompagnata da crescita occupazionale. Ma è comunque vero che se le imprese ci sono, in momenti migliori tornano ad assumere”.


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