Lecco. Cresce l’alimentare  anche nell’export
Luca Butti nella sua azienda di Valmadrera: il Salumificio Butti

Lecco. Cresce l’alimentare

anche nell’export

Nel Lecchese il settore è molto dinamico: le esportazioni hanno raggiunto i 112 milioni (più 6,2%). Aumenta il numero delle imprese: più 5,9% in cinque anni

In vista delle prossime feste natalizie Confartigianato pubblica un’indagine flash centrata sull’export alimentare e sullo spazio sempre maggiore che attraverso l’innovazione si stanno conquistando le piccole imprese artigiane del settore, con risultati positivi anche sulla crescita dell’occupazione.

Nel settore food made in Italy che fra industria e artigianato nel 2017 tocca i massimi storici degli ultimi dieci anni, con un valore complessivo di oltre 32 miliardi (quasi 2 punti di Pil) fra luglio 2016 e giugno 2017, l’export di settore pesa il 7,3% sul totale delle esportazioni nazionali e nei primi 8 mesi di quest’anno è cresciuto del 6% rispetto allo stesso periodo del 2016.

E anche se Lecco (fra imprese industriali e artigiane) non entra nella top 35 dell’export alimentare (al primo posto c’è Lodi, al 35mo Modena), la provincia si colloca comunque al 30mo posto nazionale (terzo trimestre 2017) sulle prime 37 province con maggior propensione all’export di alimentari e bevande.

Secondo dati elaborati dal servizio studi di Confartigianato (base Istat) le imprese lecchesi dell’alimentare e bevande nel primo semestre di quest’anno hanno esportato per un valore di 112 milioni di euro, con una crescita del 6,2% sullo stesso periodo del 2016.

Di queste, le sole imprese di produzione alimentare sono 101, mentre il resto riguarda le bevande.

A correre veloci sono anche le imprese artigiane dell’alimentare, fra le quali Lecco segna una delle migliori dinamiche posizionandosi all’undicesimo posto nazionale e in crescita sia rispetto al 2016 sia sul 2012.

L’artigianato alimentare in provincia segna nomi eccellenti, fra cui Marco D’Oggiono per i prosciutti, che di recente ha stretto un accordo commerciale anche con Autogrill, e la Birreria du Lac, che sta facendo un boom anche fuori regione. Nomi che fanno parte di una piccola galassia in crescita sul territorio, visto che al terzo trimestre 2017 la provincia conta 413 aziende artigiane del settore iscritte al registro imprese, con una crescita dell’1,5% rispetto al 2016 e del 5,9% dal 2012 al 2017.

Per quanto riguarda i settori, nel Lecchese nel terzo trimestre 2017 sul 2016 vince la ristorazione d’asporto (191 imprese, +3,8% sul 2016), seguita dalle gelaterie (165, stabile sul 2016), dal settore delle carni (14 imprese, con un calo del 6,7%) e della pasta (11 imprese, dato stabile).Il lattiero caseario dell’artigianato alimentare registra 6 imprese (dato stabile), altre 5 lavorano té e caffé (-16,7%), 4 lavorano granaglie e 2 lavorano e conservano frutta e ortaggi.

Le imprese lecchesi dell’alimentare, industriali e artigiane, contribuiscono dunque a far sì che l’Italia sia al primo posto anche nei 294 prodotti agroalimentari di qualità Dop, Igp e Stg, con 294 manufatti che nelle nazioni dell’Unione Europea si assicurano una quota del 2,2%.


© RIPRODUZIONE RISERVATA