Lecco. «Casa: prezzi in calo  cresce la domanda»
Nel mercato immobiliare lecchese si avverte qualche timido segnale di ripresa

Lecco. «Casa: prezzi in calo

cresce la domanda»

A Lecco si rileva una leggera ripresa del mercato immobiliare favorita da una discesa dei listini

Tecnocasa: «C’è anche una maggiore disponibilità delle banche nella concessione dei mutui»

Dall’osservatorio immobiliare di Tecnocasa arriva l’aggiornamento provinciale sui prezzi delle case realizzato sul database di duemila agenzie per un totale di circa 90mila dati.

Si tratta di un’ampia fotografia del settore che, spiega Cristina Perego, consulente d’area del gruppo Tecnocasa per Lecco e provincia, «vede la flessione dei prezzi in città di Lecco leggermente più contenuta rispetto alla provincia dove a parità di immobile si compra senz’altro a prezzi più convenienti».

L’osservatorio dell’immobiliare riferisce sensazioni diverse da quelle riportare dai costruttori di Ance che pure conoscono direttamente l’andamento della clientela. Mentre il presidente di Ance Lecco, Sergio Piazza, ci parla di «un mercato sostanzialmente fermo», Perego nota «una riduzione di prezzi che ha stimolato il mercato e creato una maggior disponibilità nelle banche per la concessione di mutui. È un rialzo lieve – aggiunge – ma riteniamo che la curva della discesa si sia fermata, anche perché finalmente anche i costruttori sono stati obbligati dal mercato a calare i prezzi del nuovo».

Perego parla di cali «che in provincia – afferma – superano in 30%, una percentuale che fa scattare la fiducia e la decisione sull’investimento anche da parte, ad esempio, di chi sta pagando un affitto e ora rivaluta la possibilità di acquistare, e da parte di genitori che prendono coraggio per aiutare i figli nel comprar casa».

Sì, perché non c’è calo che tenga di fronte al problema dei giovani che vogliono comprar casa ma non hanno soldi e garanzie da dare in banca: «Quello dei giovani che non ce la fanno resta il vero problema – aggiunge l’immobiliarista – e senz’altro la ripresa di mercato vede più protagonista il ceto mediamente benestante di genitori che possono aiutare i figli».

A restare «piuttosto fermo – spiega Perego – è il mercato più popolare, quello dove la banca è particolarmente selettiva su un tipo di utenza che spesso ha subito le maggiori ripercussioni nella perdita di lavoro». Sul tipo di casa che più si vende nel Lecchese Perego spiega che «la maggior parte di compravendite riguarda gli immobili recenti, anche intorno ai 15 anni di vita» e, più della classe energetica, la richiesta guarda alla tipologia della casa, al fatto che abbia o meno un giardino o un balcone vivibile.

E nell’incrocio fra aspirazioni e prezzo sempre più spesso si finisce col guardare alla provincia dove «il vantaggio, rispetto alla città, sta nella possibilità di trovare le case più recenti che, in aggiunta, sono maggiormente calate di prezzo rispetto a Lecco. A quel punto ci si ritrova anche la classe energetica come conseguenza della scelta abitativa».

Come conseguenza, ma non come scelta primaria: «Sull’usato – spiega Perego – la classe energetica non è determinante e praticamente nessuno dei nostri clienti la chiede. È un’opzione che emerge negli immobili nuovi ed è usata nell’informazione al cliente come elemento promozionale. Tuttavia, il nuovo è ripartito non per la classe energetica ma per il calo dei prezzi».


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