Lecco. Area ex Pagani   la proprietà ci riprova
L’area ex Pagani, da anni in attesa di una destinazione urbanistica

Lecco. Area ex Pagani

la proprietà ci riprova

Approvata in giunta la terza richiesta di variante: oltre alle case un piccolo supermercato - L’area si presenta in condizioni piuttosto critiche ed è ancora in attesa della bonifica del sottosuolo

Chiusi i battenti del vecchio progetto, spazio a una nuova variante di piano che toglie cubature residenziali e aggiunge un mini centro commerciale (da 250 a 2000 metri quadri).

Potremmo definirla la “fase tre” del complesso parto che è ormai il futuro dell’area ex Pagani di Germanedo. Nei giorni scorsi, infatti, la giunta comunale ha approvato quella che era la richiesta della proprietà dell’area, la Belfiore Casa srl con sede a Milano.

In soldoni, la proposta (depositata a fine maggio ma ulteriormente integrata a fine giugno) cambia completamente i due precedenti indirizzi. Indirizzi peraltro entrati a far parte integrante del Piano di governo cittadino. Il giro di vite è soprattutto sulla destinazione dell’intero complesso. Non più solo residenziale, ma appunto anche in presenza di una media struttura di vendita, alimentare e non alimentare, che potrebbe variare dalla tipologia minore (da 250 a 600 metri quadri) a quella standard (da 600 a 2500 metri quadri).

La riflessione che sta alla base della scelta non è ovviamente esplicitata nella delibera, ma è facilmente intuibile. Complice la contingenza attuale, un investimento di peso sul solo residenziale avrebbe avuto probabilmente margini di rischio troppo ampi. La comparsa di una componente commerciale in variante, invece, potrebbe riequilibrare costi e benefici dell’investimento.

Quel che è certo è che, ad oggi, l’area si presenta in condizioni piuttosto critiche. A sollevare il tema della possibile contaminazione del sottosuolo era stato, in consiglio comunale, il pentastellato Massimo Riva. Che, all’indomani dell’ennesima variante, rincara la dose. «Spero che si limitino i volumi abitativi e commerciali a favore di verde urbano. E spero ovviamente che ci si ragioni dopo aver eseguito la bonifica prescritta, stante la forte contaminazione del sottosuolo».

Insomma, l’area compresa tra via Belfiore e via Lamarmora è un bel ginepraio di temi diversi. E pensare che dieci anni fa, la convenzione firmata dalle due parti aveva fatto discutere soprattutto per le cubature previste e la struttura completamente rinserrata su se stessa del progetto iniziale. Poi, cinque anni fa, la prima variante a quello che era stato l’avvio dell’iter in regime di commissariamento di Palazzo Bovara. Due piani di parcheggi interrati destinati al pubblico, posti auto anche in superficie, giardini pubblici. E ancora, forte riduzione dei volumi, spalmati non più su due blocchi, ma su cinque palazzine minori, aperte al quartiere e dialoganti con il contesto urbano. Insomma, l’intervento edilizio si era complessivamente “alleggerito”.

Ciononostante, alla variante votata in Giunta e poi in Consiglio, non era seguita la stipula di una convenzione con la proprietà, che rimaneva di fatto ancora legata all’accordo del 2009. A questo punto, stante la terza variante, il Comune dovrà capire se sarà o meno necessario rimettere indietro le lancette fino addirittura a riottenere il via libera in sede di Vas. In entrambi i casi, si dovrà comunque ripassare dal consiglio comunale. La speranza è ovviamente che il reinteressamento della proprietà conduca in tempi non biblici alla valorizzazione di un’area che oggi è più che altro la “giungla personale” del Villaggio.


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