Le offerte di lavoro  A Lecco aumento del 47%

Le offerte di lavoro

A Lecco aumento del 47%

L’indagine: il confronto di InfoJobs rispetto a un anno fa, una ricerca su quattro per figure di operai in produzione - Colombo (Cgil): «Ripresa? L’ottimismo rimane cauto»

Mercato del lavoro in ripresa: la Lombardia prima regione in Italia per numero di offerte. Tra le figure più ricercate addetti alla logistica e operai di produzione. Como e Lecco crescono ma a ritmi diversi.

Sono oltre 73.000 le offerte registrate dalla piattaforma InfoJobs nel primo semestre del 2021, il 31% del totale nazionale, con una crescita del 25,5% rispetto allo stesso periodo del 2020 e che confermano la Lombardia come prima regione per opportunità lavorative. Milano guida la classifica delle province italiane con il 12% delle offerte sul totale, Cremona segna la crescita maggiore +62,6% rispetto al primo semestre 2020.

Le province lariane si posizionano verso la coda della graduatoria regionale con buone prospettive di crescita soprattutto per quanto riguarda il territorio lecchese: Como registra il 3,3% di offerte sul totale lombardo con un incremento del 20,2% rispetto allo stesso periodo del 2020, Lecco 3,1% di offerte con un +47% sul 2020.

«Una fotografia più precisa della situazione potremmo averla se avessimo a disposizione dati ufficiali sia su domanda e offerta che su tutte le tematiche relative al lavoro – afferma Umberto Colombo segretario generale Cgil Como – Le ricerche spesso arrivano da fonti diverse, singole imprese o associazioni, disegnano tendenze che sono da tenere in considerazione ma che restituiscono una fotografia parziale dello scenario. Sarebbe auspicabile, non solo per i sindacati ma anche per chi ha delle responsabilità istituzionali per quanto riguarda il lavoro, potersi confrontare su dati reali e completi. Soprattutto quando c’è come in questo caso cauto ottimismo sulle prospettive future». Dati ufficiali permetterebbero anche di costruire percorsi professionali più efficienti «sia per chi entra nel mercato del lavoro con la collaborazione tra scuole e università sia per chi necessita di essere riqualificato. Bisogna pensarci per tempo e ci deve essere un sistema pubblico che partecipi attivamente alla costruzione di questi percorsi».

Per quanto riguarda le categorie professionali più ricercate in Lombardia spiccano al primo posto: operai, produzione e qualità con il 25,5% del totale (+56,7% rispetto al 2020); seguite da amministrazione, contabilità e segreteria con il 10%; acquisti, logistica e magazzino con il 9%. Entrando nello specifico le prime cinque figure ricercate in Lombardia riguardano: addetti alla logistica, impiegati amministrativi/contabili, operai di produzione, addetti back office e addetti alle pulizie. Come già sottolineato da più parti, spesso gli annunci sono rivolti a figure che non esistono come giovani con anni di esperienza oppure vengono proposti contratti che prevedono salari e garanzie troppo bassi.

«L’ottimismo è cauto anche perché non si fanno mai indagini sulla qualità del lavoro. A volte ci sono, come in questo caso, numeri con segni positivi ma c’è molta precarietà in tanti settori e vengono segnalate situazioni di lavoro nero o grigio, contratti part time o a chiamata che in realtà sono a tempo pieno. Abbiamo seguito i sopralluoghi fatti dalle forze dell’ordine e dagli enti preposti sul nostro territorio nel corso dell’estate: nella quasi totalità dei casi, si sono avuti riscontri di lavoro nero o non rispetto delle regole contrattuali o delle norme relative alla sicurezza. Questo dimostra che non solo c’è lavoro precario ma anche situazioni dove alcuni diritti vengono negati oppure applicati solo in parte».


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