Lario Reti fa il check up all’acqua  Il test parte dal torrente Esino
Il Progetto Grigna ha come obiettivo il tracciamento delle acque che scorrono nella montagna

Lario Reti fa il check up all’acqua

Il test parte dal torrente Esino

Dai rubinetti potrebbe uscire acqua giallastra, ma il colorante è innocuo per le persone

Il Progetto Grigna entra nel vivo: via al tracciamento delle acque che scorrono in una delle montagne simbolo di Lecco. Dai rubinetti potrebbe uscire liquido colorato, ma innocuo per persone e animali.

È dunque giunto il momento di passare all’azione, nell’ambito del progetto messo a punto grazie alla collaborazione tra Lario Reti Holding, l’Università degli Studi di Milano Bicocca, la Federazione Speleologica Lombarda e il Parco Regionale della Grigna Settentrionale.

Gli esperti hanno rilasciato nel torrente Esino piccoli quantitativi di Fluorescina sodica e Tinopal CBS-X, due sostanze fluorescenti atossiche di colore giallo e azzurro.

«La diffusione del tracciante all’interno del labirinto carsico della Grigna – spiegano i responsabili del progetto - verrà monitorata grazie ad una serie di strumenti posizionati in grotta e alle sorgenti nel corso degli ultimi mesi». Tra questi, spettrofluorimetri da pozzo, in grado di rilevare in continuo il passaggio delle sostante fluorescenti anche in bassissime concentrazioni non visibili all’occhio umano, e carboni attivi, incaricati di assorbire le sostanze fluorescenti e renderle successivamente rilevabili tramite opportune analisi.

«La concentrazione dei traccianti - proseguono - sarà calcolata in modo che non risulti alcuna alterazione visibile ad occhio nudo, cosa che si potrebbe verificare solo in caso di condizioni climatiche particolari come, per esempio, eventi di precipitazione particolarmente intensi».

Potrebbe dunque, in queste circostanze, essere notata – e suscitare qualche preoccupazione tra i cittadini – una certa colorazione delle acque del torrente Esino e di quella captata da Lario Reti Holding alle sorgenti che servono l’acquedotto del Comune di Varenna. Una eventualità che non dovrà essere temuta dagli abitanti del territorio, in quanto il liquido resterà manterrà inalterate tutte le proprie caratteristiche e non sarà dannoso per persone e animali.

«Il progetto – evidenziano i responsabili di Lario Reti - ha ottenuto il benestare di tutti gli Enti preposti al controllo delle acque potabili e dell’ambiente, e restituirà risultati scientificamente importanti per la caratterizzazione del sistema idrogeologico della Grigna Settentrionale, attraverso la definizione dei percorsi idrici sotterranei».

L’obiettivo è di valutare la vulnerabilità dell’acquifero carsico e, quindi, la possibilità di migliorare e difendere la qualità delle acque di superficie e di quelle servite alla cittadinanza da Lario Reti Holding.


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