La lacrime dei suoi allenatori  «Era Chiara come il suo nome»
Chiara Papini è la prima a destra; la foto è stata scattata qualche anno fa dopo una staffetta di nuoto

La lacrime dei suoi allenatori

«Era Chiara come il suo nome»

Lo strazio Maurizio Pompele: «Basterà guardare il cielo per vederla nuotare insieme a noi», Riccardo Crippa: «Quando l’ho saputo ho pensato ai genitori, il mio è un pensiero da padre»

«È più quello che lei ha dato a me come allenatore che quello che ho potuto darle io. I ricordi che ho di Chiara nel mio cuore sono i suoi sorrisi, il suo modo di nuotare, le sue gioie e le sue paure nelle gare, come tutti i ragazzi. Era una ragazza solare e serena. Mi stringo forte alla sua famiglia, in particolare al papà Gianfranco, che è stato mio collaboratore al Bione. Voglio pensare a Chiara solo nelle cose belle, come quando nuotava, sarà sempre tra noi perché basterà guardare il cielo per vederla nuotare tra le nuvole».

È interrotta da tanti silenzi, colmi di commozione e anche di pianto, la telefonata con Maurizio Pompele, ex responsabile della sezione nuoto della Canottieri Lecco. Un incarico risolto poco più di un anno fa, quando Maurizio si è trasferito nel Bresciano per prendere parte al progetto “College del nuoto” a Montichiari, “patria” dell’Aquatic Center. Lui, Chiara Papini, l’aveva vista crescere come atleta fin da bambina e la notizia della tragedia lo ha sconvolto. «Io non ho famiglia, tutti i miei atleti, quelli che ho cresciuto a Lecco e quelli che sto crescendo adesso a Brescia, sono come miei figli – racconta, tra una pausa e l’altra -. Chiara era uno di quelli, peraltro nel suo caso c’era anche il rapporto speciale con il papà Gianfranco, che è stato istruttore di nuoto quando ero responsabile della piscina del Bione. L’ho sentito questa mattina (ieri per chi legge, nda), la notizia l’ho avuta da lui. E non mi sono ancora ripreso dallo choc».

Grande famiglia

Pompele prosegue: «Non posso nemmeno immaginare cosa stiano provando, lui e sua moglie Maria, il fratellino più piccolo di Chiara. Il nuoto è uno sport duro, quando ci si allena insieme si diventa una grande famiglia. E Chiara ne ha sempre fatto parte, anche adesso che sono lontano».
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