Il rebus del Sistri  Api spiega come risolverlo
Il sito del ministero dell’Ambiente per la gestione del Sistri

Il rebus del Sistri

Api spiega come risolverlo

La tracciabilità degli scarti di produzione, esonerate dall’obbligo le imprese con meno di 10 addetti. «Seppure in via graduale il sistema è stato semplificato»

Dopo un primo incontro che ha registrato il tutto esaurito, Api Lecco organizza per il 2 luglio un secondo appuntamento per spiegare alle proprie imprese come imparare a gestire in modo autonomo gli obblighi del Sistri.

Nato nel 2009, il Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ha conosciuto una stagione turbolenta per la sua difficile applicazione pratica, fra mille disfunzioni e disagi per le aziende.

Ora, anche in osservanza di due norme europee (la decisione 2014/955 e il regolamento 1357/2014), dall’1 giugno è entrato in vigore il nuovo elenco dei codici di identificazione dei rifiuti con la nuova classificazione per le caratteristiche di pericolo.

Obbligatorio da marzo 2014, il Sistri oggi non riguarda più ogni azienda e ogni tipo di rifiuto. Un primo alleggerimento è arrivato con la norma secondo cui il sistema va usato solo per i rifiuti pericolosi. Poi è seguita un’ulteriore semplificazione che comunque esonera le aziende con meno di dieci dipendenti. Questo e altro viene spiegato nel laboratorio di Api Lecco dove a tenere il corso sarà Silvia Negri, responsabile ambiente e sicurezza dell’associazione lecchese.

«Fin dall’inizio – spiega Negri – il Sistri ha avuto difetti di funzionamento, ma gradualmente la procedura informatica si è snellita, ora l’utilizzo è più agevole. Tuttavia – aggiunge – le pmi, che in genere producono quantità limitate di rifiuti pericolosi, lo usano saltuariamente, spesso a distanza di mesi o anche solo una volta l’anno. Perciò – aggiunge – abbiamo realizzato un laboratorio per aggiornare le conoscenze e la pratica».

Emulsioni oleose e oli esauriti, oli esausti, scarti di vernice, fanghi pericolosi, stracci, materiali filtranti, guanti, indumenti protettivi e altri dispositivi venuti a contatto con sostanze pericolose, imballaggi contaminati sono i principali rifiuti pericolosi che le imprese metalmeccaniche di Api gestiscono attraverso Sistri. Sistri è obbligatorio, si gestisce con una chiavetta Usb che dà accesso al sistema informatico, ma per chi non lo fa per ora non ci sono sanzioni. Fra gli inconvenienti c’è il fatto che «carte e burocrazia – spiega Negri – ci sono ancora perché le aziende sono obbligate a usare Sistri ma anche a tenere registri cartacei, con un doppio lavoro e perdita di tempo, almeno fino a fine anno. Inoltre, nell’inserire i dati va indicato il destinatario dei rifiuti: se è un autotrasportatore iscritto all’albo risulta autorizzato, ma se si inviano negli impianti per loro le autorizzazioni non compaiono perché sono ancora solo cartacee».

Non ultimo, quando si fa la dichiarazione annuale dei rifiuti (Mud) sarà difficile far quadrare ciò che risulta dai registri cartacei, dove carichi e scarichi devono coincidere, con ciò che appare nel sistema, dove tale obbligo non c’è. Per tutto ciò Api ha pensato che ogni azienda debba avere un suo “addetto al Sistri” e la corsa alle iscrizioni non è mancata.


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