Il prezzo dell’acciaio continua a salire  «Domanda su, ma c’è il rischio bolla»
Nell’ultimo periodo in tutta la filiera dell’acciaio c’è stato un aumento dei prezzi

Il prezzo dell’acciaio continua a salire

«Domanda su, ma c’è il rischio bolla»

L’incontro di Siderweb sull’andamento del mercato negli ultimi mesi

«C’è stato anche uno sfasamento tra le richieste degli utilizzatori e la risposta produttiva»

Prezzi in continua crescita, sia per le materie prime che per i prodotti finiti in acciaio: si sono raggiunti i livelli massimi dell’ultimo decennio, con un incremento costante, ormai da diverse settimane. Gli operatori siderurgici però ritengono per metà che si tratti di una bolla destinata a scoppiare nei prossimi mesi, mentre l’altra metà è convinta che si tratti di un riposizionamento del mercato su valori più elevati dopo oltre due anni di calo dei prezzi, oppure di una normale reazione allo squilibrio tra domanda e offerta.

L’ultimo webinar di Siderweb su “Mercato & dintorni”, il primo dopo la pausa natalizia, si è aperto con un sondaggio tra gli addetti ai lavori, per indagare sugli aumenti di prezzo simili per entità e velocità a quelli precedenti la crisi del 2008.

A spiegare cosa stia influenzando questa tendenza è stato Gianfranco Tosini, dell’ufficio studi Siderweb, secondo cui a incidere è la «distonia marcata tra la produzione di acciaio e la domanda dei settori utilizzatori, cominciata nel terzo trimestre 2019» e aggravatasi durante il primo lockdown, quando l’output di acciaio è crollato vertiginosamente. «Da quel momento in poi - ha ricordato Tosini - c’è stato un vuoto di offerta proprio quando, nel terzo trimestre 2020, è esplosa la domanda grazie alla fase finale della prima emergenza pandemica». Questa distonia si sta ora riducendo ed è «plausibile che il gap si ridimensioni dopo il primo trimestre 2021».

Dall’altro lato, a questa dinamica si è agganciato il mercato finanziario, che sta speculando sull’aumento dei prezzi. Questi rincari così violenti, comunque, sarebbero destinati a rientrare entro il secondo trimestre dell’anno grazie a un riallineamento tra domanda e offerta.

Quanto alla produzione di acciaio, a novembre la «World steel association ha letto una ripresa della produzione europea, tornata sopra i livelli del 2019 e in questo 2021, con la ripartenza degli impianti di Gent e Taranto di ArcelorMittal, dovrebbe registrarsi un ulteriore e notevole incremento - ha aggiunto l’analista di Kallanish, Emanuele Norsa -. Elemento interessante perché ad oggi continua a esserci carenza di materiale sul mercato, fatto questo che, se continuerà nei prossimi mesi, supporterebbe i nuovi aumenti dei prezzi».

Intervistato dal direttore generale di Siderweb Lucio Dall’Angelo, il presidente di Federacciai e Acciaierie Venete Alessandro Banzato ha spiegato che «sulla ripresa dei consumi di acciaio si è innestata un po’ di speculazione internazionale, che ha colpito tutti gli elementi che compongono il prezzo dell’acciaio, dalle materie prime alle ferroleghe. Ma credo che la ripresa dei consumi, e quindi delle quotazioni, sia reale e non fittizia. Quindi come tutte le bolle, penso che anche questa sia destinata a scoppiare. Ma c’è stato un forte aumento della richiesta di acciaio: non credo che le quotazioni possano tornare indietro ai livelli più bassi che abbiamo visto nel 2020».


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