Il Patria? Ora è una risorsa  La Provincia lo affitta  Dodici anni, 300mila euro
Como il Patria in navigazione (Foto by Carlo Pozzoni)

Il Patria? Ora è una risorsa

La Provincia lo affitta

Dodici anni, 300mila euro

Lo storico battello verrà dato in gestione

Quattordici anni dopo essere diventata proprietaria del piroscafo Patria a una cifra simbolica, l’amministrazione provinciale ha pubblicato un avviso pubblico con l’obiettivo di acquisire proposte per affidarlo in concessione e gestione. Il Patria è l’ultimo battello a vapore del lago di Como.

«L’Ente si legge nel documento - in considerazione del radicale mutamento istituzionale attuato con la riforma Delrio e dell’esiguità di risorse finanziarie e di organico, non può attendere efficacemente alla gestione diretta del piroscafo e, pertanto, è venuto nella determinazione di concederne l’uso particolare ad operatori terzi (pubblici o privati) attraverso lo strumento della concessione di bene demaniale. Si tratta di un bando per avviare un’indagine di mercato per acquisire proposte tecnico/economiche di gestione per poi avviare, se necessario, una fase successiva di competizione tra più operatori».

Viene precisato al momento non può navigare poiché non ha più il certificato di classe (sospeso per la mancata manutenzione straordinaria) e non ha gli arredi interni. Nei mesi scorsi il Patria, attraccato a Villa Olmo, era stato utilizzato come boutique e bar da Dolce & Gabbana.

Nel bando pubblicato dall’amministrazione provinciale si parla anche di soldi: «Il valore stimato della presente concessione - si legge - per il periodo massimo di 12 anni risulta pari ad un totale complessivo di 300mila euro. L’importo minimo del canone annuo dovuto dal concessionario è pari a 25mila, da sottoporre a rialzo».

Il privato o il pubblico che decidesse di acquisirlo dovrebbe anche progettare ed eseguire gli interventi straordinari previsti, ripristinare la piena funzionalità del piroscafo e, ancora, prevedere l’arredo degli interni e dei ponti utilizzando il progetto predisposto dall’amministrazione provinciale già approvato dalla Soprintendenza oppure secondo un progetto predisposto direttamente dal concessionario in base alle modalità di utilizzo.

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