Fallita la cooperativa  teatro senza maschere  Sociale chiuso prima?
Il Teatro Sociale ha “perso” le sue maschere e potrebbe chiudere prima del 31 maggio

Fallita la cooperativa

teatro senza maschere

Sociale chiuso prima?

Lecco Ha cessato la società di Lodi che aveva in carico

i servizi teatrali e quelli della biblioteca comunali

CONFERMATO LO SPETTACOLO “LE NOZZE DI FIGARO” IN PROGRAMMA DOMANI, VENERDI’ 5 MAGGIO

Un teatro senza “maschere” e il “Sociale” rischia di dover chiudere in anticipo rispetto alla data prevista per i lavori di ristrutturazione. Il teatro potrebbe dover chiudere i battenti prima del 31 maggio. Il tutto originato da una comunicazione ufficiale, una posta elettronica certificata, proveniente da Casalpusterlengo (Lodi), sede della Società cooperativa Servizi Teatrali che ha in carico i servizi teatrali (le maschere per intenderci), e in parte anche i servizi bibliotecari.

Se per la biblioteca si paventa una ridistribuzione e riduzione degli orari, almeno temporanea, per il teatro potrebbe profilarsi una chiusura anticipata con spostamento su altre sedi degli spettacoli già in programma (se ne capirà di più nei prossimi giorni). Sedi nelle quali non ci sarebbe più bisogno delle maschere, per intenderci.
E’ comunque confermato lo spettacolo in programma domani sera, “Le nozze di Figaro”, organizzato dal civico istituto musicale Zelioli.

Commento amaro

L’assessore alla Cultura Simona Piazza, spiega: «Purtroppo abbiamo appreso tramite Pec venerdì scorso che la cooperativa che gestiva per conto dell’amministrazione parte dei servizi bibliotecari, oltre ai servizi teatrali, è stata dichiarata fallita. Per cui ha licenziato i suoi dipendenti. Il Comune di Lecco è uno dei tanti comuni con i quali questa cooperativa aveva dei rapporti professionali. Perdiamo otto collaboratori in biblioteca ma rimangono, naturalmente, i 14 dipendenti comunali. In teatro rimangono i soli dipendenti comunali, ma il servizio delle maschere era coperto dalla cooperativa».

L’unica salvezza potrebbe essere rappresentata dal fatto che la coop fallita era in un’ATI (associazione temporanea d’impresa) con altre cooperative e quindi la richiesta del Comune sarà che le altre cooperative si facciano carico di questo servizio come previsto dalla procedura. «Nel caso però – precisa Piazza - in cui le altre dovessero rifiutare, stiamo già valutando il possibile spostamento in altre sale degli spettacoli in corso. Una grandissima sfortuna perché avevamo fatto in modo di far coincidere la chiusura della stagione teatrale con la chiusura del 31 maggio. Sarebbe un peccato dover chiudere con una ventina di giorni di anticipo».
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