Evasione da 1,2 miliardi Il centro operativo era a Dongo
Una delle slide presentate dalla Guardia di Finanza di Varese

Evasione da 1,2 miliardi
Il centro operativo era a Dongo

Inchiesta della Procura di Varese, al centro le attività delle varie aziende legate al Casti Group di Gianfranco Castiglioni

Clamorosa operazione della Guardia di Finanza di Varese la quale ha scoperto un’organizzazione che, secondo l’accusa della procura, avrebbe messo in piedi e diretto un complesso e multiforme sistema di frode fiscale in ambito nazionale, in tema di false fatturazioni infragruppo, sistema che avrebbe portato all’emissione di 10 mila fatture fasulle per 2,4 miliardi e un’evasione di 1,2 , richiesto indebiti rimborsi iva per 300 milioni di euro, ed effettuato indebite compensazioni di tributi e oneri previdenziali per circa 60 milioni di euro.

Dodici gli indagati per bancarotta fraudolenta ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. L’indagine ha tratto origine dall’arresto, nel giugno 2014, da parte della Guardia di Finanza, di 4 persone, tra cui il noto imprenditore varesino Gianfranco Castiglioni, con il conseguente sequestro di beni per un valore di 30 milioni di euro, tra immobili, auto di lusso, natanti, quote sociali e conti correnti.

Il “cuore” del sistema si sarebbe rivelato il centro informatico del “gruppo”, ubicato a Dongo, perquisito insieme al domicilio di una segretaria del Castiglioni. Sempre secondo la Finanza, all’interno della memoria di uno dei server utilizzati, è stato scoperto il software denominato “GOLDEN LAKE”, che era servito all’emissione delle fatture per operazioni inesistenti. e che ancora conteneva la copia informatica delle migliaia di fatture emesse.Coinvolte società con sede in provincia di Varese, Como,Milano, Padova, Perugia, Piacenza, Cuneo e collegate al gruppo Casti e, quindi, allo stesso Castiglioni

Tra le società coinvolte, anche la Afl Spa e la Dongo Srl, nelle Ferriere di Dongo.

Secondo la ricostruzione accusatoria la principale frode consisteva nel porre in essere false operazioni infragruppo tra le società del gruppo, in modo da permettere, ad alcune di esse, di ottenere milionari crediti IVA da chiedere a rimborso o da utilizzare in compensazione per il pagamento di oneri previdenziali ed altri tributi.Ciò avveniva tramite appunto con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

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