Sabato 11 Gennaio 2014

Ecco i messaggi

della gelosia di Aicha

Aicha Coulibaly accompagnata in tribunale per l’interrogatorio di garanzia, il 29 ottobre 2013

Aicha Coulibaly ha detto la verità. C’era qualcuno che la tormentava su Facebook, al punto tale da convincerla a cancellare il suo profilo sul social network e a riaprirne un altro sotto lo pseudonimo “Lacry Lacry”.

Provenivano da due diversi account i messaggi che hanno scatenato la gelosia della giovane ivoriana che, il 25 ottobre scorso, ha ucciso il figlioletto Nicolò Imberti con un colpo di forbici al cuore. Account a nome Soy Diana, che nelle informazioni personali su Facebook dichiara di essere di nazionalità portoghese, e Michela B. Account che sono stati cancellati quindi, a meno di un supplemento di indagini, al momento non si può sapere a chi appartengano.

Benzina sul fuoco

È questa una delle principali novità emerse dalla consulenza affidata lo scorso novembre dal pubblico ministero Cinzia Citterio, titolare del fascicolo d’indagine sull’infanticidio di Abbadia Lariana, al tecnico informatico Loris Calipari di Muggiò, i cui risultati sono stati depositati ieri in Procura a Lecco.

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