Donazioni di sangue, appello della Regione. Ma manca il personale
Molto alto il numero di donatori in provincia di Sondrio

Donazioni di sangue, appello della Regione. Ma manca il personale

Sensibilizzazione da parte di Areu per contrastare il tradizionale calo del mese di agosto. In Valle i donatori ci sono, non infermieri e medici.

Sensibilizzazione intorno alle donazioni di sangue in Lombardia è stata promossa dalla Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) di Milano. «Siamo in emergenza sangue in regione» ha detto l’Areu invitando tutti i lombardi a donare sangue prima di partire per le vacanze.E anche l’assessore alla sanità Giulio Gallera e il direttore generale Alberto Zoli si sono espressi per fare il punto della situazione.

L’assessore Gallera ha detto che la nostra regione è comunque autosufficiente, ma ha invitato tutti a donare prima delle vacanze per scongiurare l’emergenza di reperibilità di sangue nei mesi estivi, mesi di vacanza. «È agosto il periodo più critico - ha spiegato Alberto Zoli - un mese in cui la donazione precipita, in particolare in alcune realtà lombarde, ma l’attività trapiantologica non va in ferie». Il 2016, secondo i dati presentati da Areu è stato il peggiore degli ultimi quattro anni: le unità di sangue intero raccolto sono state 467.372, a fronte delle 479.397 del 2013. «Anche la Lombardia rischia di andare in sofferenza» ha detto l’assessore Gallera, che poi ha aggiunto: «Con la speranza che non solo la campagna sia virale, ma che lo diventi anche l’abitudine alla donazione».

«Può sembrare assurdo, ma la Valtellina ha un problema diametralmente opposto» è stato il commento di Antonio Bettinelli, presidente dell’Avis Comunale di Sondrio e consigliere regionale dell’associazione.

«La provincia di Sondrio ha un numero di donatori veramente molto alto - le parole di Bettinelli -; il nostro vero problema è che però non riusciamo ad effettuare tutte le donazioni perché non c’è in provincia un numero adeguato di personale medico-infermieristico che effettui i prelievi. Noi possiamo effettuare le donazioni solo presso strutture pubbliche (altri invece hanno anche strutture associative alle quali fare riferimento) per cui ci troviamo nell’assurda situazione di ascoltare la Regione che dice donate ed è poi essa che non riesce a raccogliere in provincia le donazioni per la carenza di personale presso i servizi trasfusionali. Vero è - ha poi concordato Bettinelli - che i mesi estivi sono sempre stati un po’ critici da un punto di vista delle donazioni (problema ferie). In provincia di Sondrio abbiamo l’indice più alto di “penetrazione” a livello lombardo (rapporto donatori/popolazione), l’Avis sul territorio c’è, purtroppo c’è l’altro rovescio della medaglia sul quale dover intervenire. So che l’Azienda si sta dando da fare».

«Il tema, in effetti, è all’attenzione della direzione aziendale - ha precisato Giovanni Monza, direttore sanitario di Asst ValtLario - tuttora attiva nel reclutamento di personale medico da destinare al servizio di Medicina trasfusionale, branca di attività con una marcata carenza di figure professionali mediche ad hoc, “contese” dai servizi di Medicina trasfusionale di tutta Italia. Tuttavia confidiamo di poter chiudere questa partita andando ad implementare gli operatori di un servizio virtuoso per la nostra Azienda, anche grazie all’ottima sinergia prodottasi fra il nostro Simt, diretto dalla dottoressa Paola Lanzini e le associazioni di volontariato particolarmente attive sul territorio quali Avis e Gruppo Donatori Tirano».

Il direttore Monza ha poi comunicato qualche dato. «Il numero delle donazioni nel 2016 è stato pari a 11.008 (dato riferito a tutta la provincia di Sondrio). Nonostante il percorso in essere di acquisizione di personale e la necessità di consentire i congedi di ferie, la Medicina trasfusionale sta effettuando in media 35 donazioni di sangue-giorno a Sondrio e 28 al giorno per tre giorni alla settimana a Sondalo». Tenendo presente anche che il sangue è soggetto a scadenza (38 giorni), il percorso della donazione deve essere attentamente valutato per contenere al minimo gli “sprechi”.


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