Agrinatura valorizza  il fattore biodiversità
Nei padiglioni di Lariofiere l’area dedicata agli animali della fattoria

Agrinatura valorizza

il fattore biodiversità

Lariofiere: il tema esplorato nei focus della rassegna - La varietà degli ulivi lariani e la pecora brianzola, Trezzi (Coldiretti): «Un patrimonio straordinario»

Como e Lecco, un’identità che significa anche biodiversità. Un tema esplorato nei convegni ad Agrinatura e che si può anche toccare con mano tra gli stand delle oltre 200 aziende espositrici a Lariofiere, fino a oggi.

In ogni settore, dalle coltivazioni all’allevamento, si è potuto assistere a un percorso di valorizzazione e di riscoperta delle specie.

«C’è molta multifunzionalità – osserva il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – e anche chi fa le stesse cose, ha una propria interpretazione collegandola al meglio con il suo territorio. Un indice di grande ricchezza, una biodiversità animale e vegetale. In Italia già ne abbiamo molta, a maggior ragione nel nostro territorio».

La Lombardia oggi rappresenta da sola il 30% delle 63mila specie presenti in Italia. Como e Lecco contribuiscono in modo importante.

«Pensiamo solo al lago – rimarca Trezzi –alle due sponde così diverse. Prendiamo la varietà di ulivi, ma anche altre varietà conosciute che prendono connotazioni di adattamento alle condizioni dell’ambiente». Questo vale per il mondo vegetale, ma – aggiunge - «in quello animale ancora di più».

C’è la pecora brianzola celebrata costantemente questi anni ad Agrinatura, ma anche altre specie: «Alcune sono nate nel territorio, sono state selezionate e sviluppate per sapersi adattare e rendere il meglio. Questo significa anche maggior benessere animale».

Da una parte ciò riporta indietro, alle origini. A quella civiltà contadina che precedeva la rivoluzione industriale. Quando ciascuno aveva un animale in casa, Trezzi ricorda il nonno che non faceva l’allevatore bensì il commerciante perché affittava e rivendeva la mucca o il maiale alle famiglie. Le diverse tipologie si sono diffuse allora, ma oggi è entrata in azione un’altra realtà, che si è vista in modo trasversale ad Agrinatura: la tecnologia. Che ha permesso di recuperare e migliorare ulteriormente questo patrimonio.

L’Associazione nazionale allevatori della razza frisona e jersey italiana punta proprio a questo, a far sì che ci siano animali sempre più adattabili alle condizioni climatiche. Questi stanno appunto meglio e la produzione anche in termini di latte e formaggi si distingue.

C’è un altro effetto, e si trova nel gradimento dei turisti. Sempre più alla ricerca dei prodotti made in Como e Lecco, grazie proprio alla loro varietà.

In questi giorni Agrinatura ha raccontato anche l’acuirsi di questo legame e una ragione è proprio la bellezza e la diversità del paesaggio che si specchiano nella produzione.

In fiera molte aziende offrivano il miele, ad esempio, puntando sul biologico, ma in ogni stand si poteva trovare qualcosa di differente e gli elementi che possono sembrare gli stessi, offrono un aroma, un gusto diversi.

Spuntano curiosità, come l’artemisia, che i più considerano un’erbaccia, ma che i nonni conoscevano bene per le sue peculiarità curative. E ancora, anche quando un prodotto è noto, può mostrare nuove o ritrovate caratteristiche: è il caso dei fiori, scelti dallo chef Ettore Toso nei menu e non solo come ornamento. Ma ha anche introdotto i gamberi di fiume. E infine varietà vegetali che oltre ad essere cibo (o con altro uso ancora, come il lino) hanno proprietà curative.


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