Addio al “Marascia” del Lavello  Un protagonista di tante storie
Il piccolo universo del Lavello di Calolzio dI cui Giovanni Valsecchi è stato protagonista

Addio al “Marascia” del Lavello

Un protagonista di tante storie

A 92 anni è morto Giovanni Valsecchi, personaggio e apprezzato ristoratore

Ha scritto libri di ricordi, si appassionò anche alla politica nelle fila nel Partito socialista

Un altro pezzo da novanta della Calolziocorte di un tempo se ne è andato. Giovanni Valsecchi, che tutti conoscevano sia come “Marascia” che come “Gianni del Lavèl”, è morto l’altra notte a 92 anni, circondato dall’amore della moglie Natalina e dei figli Silvana, Ornella, Rosella e Aldo, oltre che ovviamente dei nipoti.

Quasi mezzo secolo

Sono tante, però, le famiglie sulle quali la notizia della sua scomparsa ha gettato tristezza e sconforto: lui e alla sua storica attività, il “Ristorante Lavello”, hanno infatti dato lavoro a centinaia di persone tra il 1958 e il 2004 (quando il locale ha passato la mano). E in ciascuna di queste è rimasto un ricordo affettuoso e di grande stima nei confronti di Gianni “Marascia” (soprannome che i suoi discendenti hanno voluto dare al nuovo ristorante di famiglia, ubicato inevitabilmente accanto al Monastero).

Da diversi mesi, ormai, la salute dell’anziano ristoratore, che tra i suoi tavoli, nei decenni di attività, ha visto sedere gente comune e vip come Corrado, Mike Bongiorno e Sandro Mazzola (solo per citarne alcuni), non era delle migliori. Ma era quasi inevitabile, in fondo, che il suo addio avvenisse proprio nei giorni in cui si celebra la festa del Lavello, quel “piccolo mondo” delle cui memorie si era fatto custode, racchiudendole anche nei libri dedicati proprio alla storia dei “suoi” luoghi.

«Ho scritto tutta la verità della vita», ci aveva spiegato presentando il primo, intitolato “Me, me regorde sempre”, dedicando un pensiero alla moglie Natalina, compagna di quasi 70 anni («Una gran donna e gran lavoratrice»)

La storia sua e della sua famiglia, del Lavello e della città, è dunque racchiusa in queste pagine, che partono dal ricordo del nonno “Cento Milioni”, che aprì l’osteria “Tre olmi”, il primo esercizio dei Valsecchi.

Tra i suoi ricordi, dopo le difficoltà dell’infanzia, anche la guerra, con l’esperienza del carcere a Bergamo perché «andavamo poco a marciare». Poi il periodo trascorso da militare in Marina, la fuga dopo l’armistizio dell’8 settembre e i mesi da partigiano. Infine, al termine del conflitto, la rinascita dell’iniziativa del nonno Cento milioni: l’acquisto di una licenza da osteria sulla quale fonderà la propria carriera lavorativa, aprendo una strada seguita anche da figli e nipoti.

In consiglio comunale

Non è mancato l’impegno politico, con - nel 1965 - l’ingresso nel consiglio comunale con la tessera del Partito socialista. Passioni, quella per la cucina e la politica, trasmesse in particolare al figlio Aldo, già vicesindaco e attuale consigliere comunale.

Il funerale verrà celebrato domani, mercoledì 7, alle 15.30, naturalmente al santuario del Lavello.


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